Visualizza articoli per tag: news http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it Wed, 03 Jun 2020 02:52:35 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it RIUNIONE PER I DIPLOMATI MAGISTRALI http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2140-riunione-per-i-diplomati-magistrali http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2140-riunione-per-i-diplomati-magistrali RIUNIONE PER I DIPLOMATI MAGISTRALI

In merito alla nota vicenda relativa all’esclusione dal piano di assunzione dei docenti con riserva c.d. processuale sui posti c.d. quota 100, lo studio legale terrà una riunione al fine di renderVi edotti in merito a tale argomento, nonché per aggiornarVi sulle evoluzioni della vicenda dei DM.

L’incontro si terrà in data 6 giugno alle ore 10:00 con modalità on-line e sarà volto a fornirVi tutti gli opportuni chiarimenti e a rispondere ad ogni Vostra domanda.

La questione riguarda principalmente i ricorrenti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 inseriti in graduatoria con riserva processuale e coloro che hanno partecipato ai concorsi e che si trovano, attualmente, in posizione utile in graduatoria di merito per la convocazione, ma potranno parteciparvi tutti i diplomati magistrali.

L’incontro sarà anche l’occasione per un generale aggiornamento sui contenziosi pendenti (revoca dei provvedimenti cautelari, meriti, ecc.).

Al fine di poter partecipare alla riunione, organizzata in collaborazione con l’associazione ADIDA e il Coordinamento Diplomati Magistrali Abilitati, è necessaria la compilazione del seguente form al fine di consentirci, successivamente, di inoltrarVi il link dell’evento:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeb3Q3EM1LH5nmf33ZaYB48ddpGVDWPJ4hwrh-7X_YGBeLjQw/viewform

Vi rimettiamo, inoltre, il link della piattaforma digitale che verrà utilizzata per lo svolgimento dell’incontro:

https://www.microsoft.com/it-it/microsoft-365/microsoft-teams/group-chat-software?fbclid=IwAR1eyRmem-p6MYNh0wvYQ21CRMTWcvnKJlBWHJF79qmg1Y9T6fXefAPXybE

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 29 May 2020 15:15:41 +0000
ASSUNZIONI “QUOTA 100”: DIFFIDA DA INOLTRARE PER I DOCENTI CON RISERVA http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2139-assunzioni-quota-100-diffida-da-inoltrare-per-i-docenti-con-riserva http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2139-assunzioni-quota-100-diffida-da-inoltrare-per-i-docenti-con-riserva ASSUNZIONI “QUOTA 100”: DIFFIDA DA INOLTRARE PER I DOCENTI CON RISERVA

Lo studio legale ha predisposto una diffida da inoltrare al Ministero dell’Istruzione, agli USR e agli USP di riferimento ad uso di tutti gli insegnanti inseriti in graduatoria con riserva processuale a seguito di ricorso ed esclusi dal piano assunzionale straordinario sui posti “quota 100”.

La questione riguarda i ricorrenti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che, a seguito dell’accoglimento del ricorso, sono inseriti in graduatoria a pieno titolo, ma con riserva processuale, nonché gli insegnanti che hanno preso parte ai concorsi, con riserva processuale, superandoli e che si trovano nelle graduatorie di merito in posizione utile per la convocazione.

A nostro avviso il Ministero ha mal interpretato il dato letterale del noto art. 1 comma 18 quater del D.L. n. 126/2019 convertito con  L. 20 dicembre 2019, n. 159 il quale, presumibilmente, non intendeva escludere dalle assunzioni i docenti inseriti nelle graduatorie con riserva processuale. Difatti, chiaramente, come sempre precisato dalla giurisprudenza amministrativa, trattasi di altre categorie di soggetti inseriti con una riserva amministrativa e legale. Pensare che il legislatore emani un provvedimento con forza di legge che vanifichi i provvedimenti giudiziali cautelari è impensabile e soprattutto anticostituzionale.

Per questo motivo abbiamo elaborato una specifica istanza, allegata in calce alla presente, che tutti coloro che si troveranno nella condizione sopra descritta potranno autonomamente inviare alle Amministrazioni, a mezzo raccomandata a.r. o a mezzo pec (per quanto concerne gli indirizzi dei singoli uffici scolatici ognuno di Voi potrà reperire quello di riferimento per procedere con pec e/o raccomandata a.r. Per quanto concerne, invece, il M.I. la diffida potrà essere utilizzata agli indirizzi pec di seguito indicati uffgabinetto@postacert.istruzione.it, dpit@postacert.istruzione.it, dgpersonalescuola@postacert.istruzione.it ovvero tramite raccomandata a Viale Trastevere n. 76/a, 00153 – Roma), conservandone copia e conservando le relative ricevute di spedizione e di consegna.

Vi invitiamo a compilare accuratamente l’istanza in tutti i suoi campi, a sottoscriverla in originale e ad inoltrarla alle Amministrazioni in originale.

Trattandosi di un modello fac-simile, potrete adattarlo secondo le Vostre peculiarità.

All’istanza dovrete allegare un valido documento di identità ed eventualmente allegare anche ottemperanze in Vostro possesso. Tra l’altro molti di Voi sono in possesso di provvedimenti giurisdizionali che specificano la possibilità di stipulare contratti a tempo indeterminato.

Tale questione sarà affrontata anche nella nostra riunione online che si terrà il 6 giugno alle ore 10, organizzata in collaborazione con l’associazione ADIDA e il Coordinamento Diplomati Magistrali Abilitati.

Per ricevere il link dell’evento Vi chiediamo di compilare il seguente form con i vostri riferimenti. https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeb3Q3EM1LH5nmf33ZaYB48ddpGVDWPJ4hwrh-7X_YGBeLjQw/viewform

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Thu, 28 May 2020 16:05:14 +0000
IL TAR DEL LAZIO RIMETTE LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DEI 1.851 ALLIEVI AGENTI: IL COMMENTO DEGLI AVVOCATI MICHELE BONETTI E ALBERTO MARIA CARELLI. http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2138-il-tar-del-lazio-rimette-la-questione-di-legittimita-alla-corte-costituzionale-per-lo-scorrimento-della-graduatoria-dei-1-851-allievi-agenti-il-commento-degli-avvocati-michele-bonetti-e-alberto-maria-carelli http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2138-il-tar-del-lazio-rimette-la-questione-di-legittimita-alla-corte-costituzionale-per-lo-scorrimento-della-graduatoria-dei-1-851-allievi-agenti-il-commento-degli-avvocati-michele-bonetti-e-alberto-maria-carelli IL TAR DEL LAZIO RIMETTE LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ ALLA CORTE COSTITUZIONALE PER LO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DEI 1.851 ALLIEVI AGENTI: IL COMMENTO DEGLI AVVOCATI MICHELE BONETTI E ALBERTO MARIA CARELLI.

Con una lunga e motivata ordinanza resa in data 25 maggio 2020, il TAR del Lazio, sezione I quater, si è pronunciato in merito alle legittimità dell’operato del legislatore in riferimento al concorso per l’assunzione di 1.851 allievi agenti.

Ebbene, il TAR del Lazio ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 11, comma 2 bis, lettera b) del decreto-legge numero 135 del 2018, introdotto, in sede di conversione del decreto-legge, dalla legge 11 febbraio 2019, numero 12, nella parte in cui dispone: “purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2049 del citato codice dell'ordinamento militare” per contrasto con gli articoli 97 e 3 della Costituzione”.

Premesse.

Il Ministero dell’Interno, con decreto del 18 maggio 2017, aveva indetto un concorso pubblico per il reclutamento di 893 agenti di polizia, ove tra i requisiti per la partecipazione al concorso era previsto un limite massimo di età pari ad anni 30 e il possesso del titolo di studio della licenza media inferiore.

Nella graduatoria definitiva del concorso, oltre ai vincitori, venivano inseriti tutti i candidati che avevano riportato almeno la sufficienza nella prova scritta, ma non erano stati convocati, per mancanza di posti disponibili, alle ulteriori prove selettive psicofisiche ed attitudinali.

Si trattava quindi di candidati non ancora idonei, non avendo essi completato la selezione concorsuale, ma potenzialmente interessati ad eventuali provvedimenti di scorrimento della graduatoria, qualora si fossero resi disponibili ulteriori posti da coprire senza l’espletamento di un nuovo concorso.

Dopo la conclusione del concorso, il Regolamento che stabilisce i requisiti di partecipazione ai concorsi pubblici per l’accesso alla qualifica di agente di polizia (D.P.R. 24/04/1982, n. 335, Ordinamento del personale della Polizia di Stato che espleta funzioni di polizia) veniva modificato dall'art. 1, comma 1, lett. e), n. 1), D.lgs. 29 maggio 2017, n. 95, prevedendo l’abbassamento dell’età massima a 26 anni ed il necessario possesso del diploma di scuola superiore di secondo grado.

Mediante la successiva legge 11 febbraio 2019, numero 12, che ha modificato, in sede di conversione, l’articolo 11 del decreto-legge numero 135 del 2018, veniva introdotto il comma 2 bis, il quale prevedeva: “Al fine di semplificare le procedure per la copertura dei posti non riservati ai sensi dell'articolo 703, comma 1, lettera c), del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è autorizzata l'assunzione degli allievi agenti della Polizia di Stato, nei limiti delle facoltà assunzionali non soggette alle riserve di posti di cui al citato articolo 703, comma 1, lettera c) e nel limite massimo di 1.851 posti, mediante scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico per l'assunzione di 893 allievi agenti della Polizia di Stato bandito con decreto del Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza del 18 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4a Serie speciale - n. 40 del 26 maggio 2017. L'Amministrazione della pubblica sicurezza procede alle predette assunzioni: b) limitatamente ai soggetti risultati idonei alla relativa prova scritta d'esame e secondo l'ordine decrescente del voto in essa conseguito, ferme restando le riserve e le preferenze applicabili secondo la normativa vigente alla predetta procedura concorsuale, purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2049 del citato codice dell'ordinamento militare.”

Dunque, l’ultima parte della novella legislativa adottata nel febbraio 2019 escludeva dalla procedura volta all’assunzione di 1.851 allievi agenti i soggetti che, pur avendo superato la prova scritta, non erano in possesso dei nuovi requisiti di età e titolo di studio introdotti successivamente.

Sostanzialmente si procedeva allo scorrimento della graduatoria del 2017, ma applicando i nuovi requisiti di età e titolo di studio introdotti successivamente.

Così facendo, numerosissimi candidati rimanevano esclusi dalla procedura di assunzione e procedevano ad impugnare i decreti ministeriali che, in attuazione di quanto previsto dalla Legge predetta, convocano alle prove psicofisiche solo candidati con un’età inferiore a 26 anni ed in possesso del diploma di scuola superiore.

Con plurime ordinanze cautelari, il TAR del Lazio ha accolto le istanze dei suddetti ricorrenti, imponendo all’Amministrazione di sottoporli alle prove psicofisiche ed attitudinali. Nonostante l’idoneità ottenuta alle successive prove, questi ultimi non venivano convocati per il successivo corso di formazione. È in tale scenario che si è giunti all’udienza di merito dinanzi al Collegio del TAR del Lazio.

Le motivazioni del TAR del Lazio.

In merito alla rilevanza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 11, co. 2-bis, del D.L. 135/2018, il Giudice Amministrativo di prime cure si limita giustamente ad evidenziare come “il suo accoglimento da parte della Corte Costituzionale comporterebbe l’annullamento, per invalidità derivata, dei provvedimenti impugnati”, con l’effetto di eliminare i requisiti più restrittivi introdotti dalla disposizione controversa e conseguente assoggettamento della selezione alla disciplina originariamente prevista dal bando del 18 maggio 2017.

Circa la non manifesta infondatezza, in primis il TAR del Lazio ha posto l’attenzione sulla natura di legge-provvedimento della norma contestata, in quanto contenente “disposizioni dirette a destinatari determinati”. Proprio poiché in grado di incidere direttamente sulle posizioni di individui determinati, tali tipologie di norme “devono soggiacere ad un rigoroso scrutinio di legittimità costituzionale per il pericolo di disparità di trattamento insito in previsioni di tipo particolare e derogatorio”.

Il Giudice Amministrativo chiarisce che se la decisione di intervenire sulla graduatoria della prova scritta fosse stata eseguita con un atto amministrativo, “non vi è dubbio che quell’atto sarebbe stato annullato dal giudice amministrativo per palese illegittimità” poiché “costituisce jus receptum nell’ordinamento il principio che, di regola, la disciplina dei requisiti di ammissione ai pubblici concorsi non può essere modificata allorquando il concorso sia già in itinere[1]. Trattandosi, tuttavia, di atto formalmente legislativo, al privato cittadino è consentito chiedere al giudice adito la rimessione della questione di legittimità della legge provvedimento alla Corte Costituzionale.

La norma controversa presenta un’evidente natura retroattiva, posto che produce effetti su una graduatoria formata nel 2017. Al legislatore non è preclusa la possibilità di emanare norme-provvedimento con effetti retroattivi, purché tale scelta sia giustificata sul piano della ragionevolezza, attraverso un puntuale bilanciamento tra le ragioni che ne hanno motivato la previsione e i valori potenzialmente lesi dall’efficacia a ritroso della norma adottata[2].

Sul punto, il TAR “dubita della conformità della norma censurata ai canoni di legittimità”, in quanto lesiva del principio di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento. Più in particolare, poiché modifica i requisiti di partecipazione alle prove in corso, l’agere del Legislatore determina, ad avviso del TAR, una violazione del principio di tutela dell’affidamento riposto dai candidati nel bando di concorso, a cui partecipavano nel 2017. Il legittimo affidamento è un principio strettamente correlato ai concetti di concretezza, buona fede ed auto responsabilità di matrice privatistica che, negli ultimi anni, hanno trovato sempre più applicazione nel campo del diritto amministrativo anche sotto la spinta del diritto comunitario; nel caso di specie, l’affidamento sorgeva a seguito di un comportamento dell’Amministrazione, che determinava una posizione di vantaggio in capo ai ricorrenti consistente nella presenza in una graduatoria a cui la PA decideva di attingere ai fini dell’assunzione del nuovo contingente bandito. Detta circostanza non poteva che indurre i medesimi a sperare in una futura evoluzione di tale situazione preordinata all’effettiva assunzione.

Non solo. Secondo la tesi del Giudice Amministrativo, “emerge anche il profilo discriminatorio e lesivo del principio di imparzialità della P.A. da cui sembra affetta la norma in esame”. Difatti, all’atto dell’approvazione della legge-provvedimento, i destinatari esclusi dalla stessa erano “immediatamente e aprioristicamente individuabili, tanto dal Legislatore, quanto dalla Pubblica Amministrazione, essendo pubblica la graduatoria di merito ed essendo note l’età anagrafica e il titolo di studio di ciascuno dei candidati classificati in posizione potenzialmente utile per beneficiare dello scorrimento della graduatoria”.  Pertanto, “i nuovi, restrittivi requisiti di assunzione, andando ad applicarsi su una platea di destinatari completamente definita, hanno consentito alla P.A. di scegliere taluni soggetti, già noti, così favorendoli, e di escluderne altri, parimenti riconoscibili”.

Così facendo, si è leso il principio di imparzialità dell’azione amministrativa, sancito dall’art. 97 della Costituzione, che deve ovviamente essere posto alla base di qualsivoglia procedura concorsuale.

In sostanza, la disposizione normativa qui censurata ha consapevolmente orientato l’azione amministrativa a tutto vantaggio di un gruppo di soggetti “nominativamente individuabili” prima dell’adozione del provvedimento legislativo.

In tal modo risulta violato anche il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

Il Collegio paventa altresì una lesione del principio meritocratico che dovrebbe guidare l’azione amministrativa nello svolgimento delle procedure concorsuali[3]. Applicando la norma in questione, infatti, l’Amministrazione ha proceduto a convocare soggetti con un punteggio inferiore solo perché più giovani rispetto a candidati con un punteggio superiore.

Alla luce di tali considerazioni il TAR del Lazio ha ritenuto irragionevole, e dunque meritevole di essere sottoposto al sindacato di legittimità costituzionale, la scelta del Legislatore di attingere da una graduatoria concorsuale modificando retroattivamente i requisiti di ammissione, così da determinare l’esclusione dei candidati privi dei nuovi titoli richiesti dalla procedura di assunzione.

Avv. Michele Bonetti

Avv. Alberto Maria Carelli

 


[1] (Cons. Stato, Sez. III, 30.09.2015, n. 4573)

[2] Sentenza Corte Costituzionale, 12.04.2017, n. 73, nonché sentenza Corte Costituzionale n. 137/2019.

[3] Si vedano in merito, ex multis, Cons. Stato, Sez. VI, ord. 18 giugno 2012, n. 3541, Cons. Stato, Sez. VI, 26 febbraio 2014, n. 839; T.A.R. Lazio, Sez. III, 7 dicembre 2012, n. 4453.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Polizia di stato Thu, 28 May 2020 14:31:15 +0000
Udu: "Vittoria degli studenti, tutti i ricorrenti di scienze della formazione primaria devono essere immatricolati" http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2137-udu-vittoria-degli-studenti-tutti-i-ricorrenti-di-scienze-della-formazione-primaria-devono-essere-immatricolati http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2137-udu-vittoria-degli-studenti-tutti-i-ricorrenti-di-scienze-della-formazione-primaria-devono-essere-immatricolati Udu:

In data 22 maggio il Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto l’istanza di ottemperanza presentata dall’Avvocato Michele Bonetti e dalla nostra organizzazione in merito alla mancata immatricolazione di alcuni ricorsisti di Scienze della Formazione Primaria.

Matteo Norcia, Coordinatore d’Ateneo dell’UDU Palermo-Unione degli Universitari, dichiara: "Siamo contenti che ancora una volta il tribunale ci abbia dato conferma di quanto il comportamento dell’Università in merito all’interpretazione della sentenza del dicembre dell’anno scorso, sia stato incomprensibile. Questa vittoria costituisce un altro tassello fondamentale nella battaglia che da anni la nostra organizzazione sta conducendo contro il sistema del numero chiuso, sia nazionale che locale.Adesso, finalmente, tutte le studentesse e gli studenti che, a causa di questo sistema iniquo e solo apparentemente meritocratico, non erano riusciti ad accedere al corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, potranno iniziare il loro percorso didattico e avere il diritto di essere valutati rispetto al loro percorso universitario e non in base a disparate conoscenze pregresse".

Qualora l’Università degli Studi di Palermo dovesse ignorare quest’ulteriore chiarimento, come specifica di seguito l’avvocato Michele Bonetti, le conseguenze sarebbero gravissime: “L’Unione degli Universitari ha proposto un’ottemperanza per l’immatricolazione di tutti i ricorrenti di Scienze della Formazione Primaria. Il Tar del Lazio ha accolto l’ottemperanza proposta dall’UDU condannando l’Ateneo di Palermo a corrispondere in favore di parte ricorrente le spese legali e ordinanza all’Università di procedere all’immediata immatricolazione." Si legge, difatti, nel testo del provvedimento del ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che in caso perdurante inerzia si insedierà un commissario ad acta che provvederà in luogo dell’Amministrazione.



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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 28 May 2020 14:16:27 +0000
Responsabilità del datore di lavoro per contagio da Coronavirus http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2136-responsabilita-del-datore-di-lavoro-per-contagio-da-coronavirus http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2136-responsabilita-del-datore-di-lavoro-per-contagio-da-coronavirus Responsabilità del datore di lavoro per contagio da Coronavirus

Quando si determina la responsabilità del datore di lavoro per contagio da Coronavirus, cosa fare e come fare ricorso per chiedere il risarcimento del danno da infortunio per contaminazione da Covid 19. Quali sono i doveri del capo e come fare la richiesta.

ll “Decreto Cura Italia” considera il contagio da coronavirus in ambito di lavoro come un infortunio. Il datore di lavoro, pertanto, ha una responsabilità rispetto ai propri dipendenti. Deve assicurare loro, oltre alle norme antinfortunistiche tradizionali, anche  le precauzioni per evitare il contagio: cosa fare se si è preso il virus sul posto di lavoro? Come chiedere il risarcimento danni appellandosi alla responsabilità del datore di lavoro?
In un contesto difficile, come quello dell’emergenza sanitaria in corso, lavorare può essere stato considerato un privilegio per molti, almeno in fase di lockdown.

Oggi, però, le porte di quasi tutte le filiere produttive sono aperte. Dipendenti e lavoratori devono attenersi a norme rigide per la salvaguardia personale e collettiva. Secondo l’ultimo DPCM in ordine cronologico, infatti, il datore di lavoro è responsabile dell’eventuale contagio dei suoi dipendenti e deve attuare severi protocolli per evitare ogni tipo di rischio.

Ne abbiamo parlato con l’Avvocato Michele Bonetti, iscritto all’Ordine degli Avvocati di Roma dal 2005. Abilitato al patrocinio innanzi le giurisdizioni superiori dal 2016. Il nostro esperto ha una formazione giuslavoristica ed è stato consulente per diverse aziende italiane. A lui abbiamo chiesto “quali sono le norme che disciplinano le responsabilità del datore di lavoro in caso in caso di contagio di un proprio dipendente da Covid 19?”, “a quanto ammonta il risarcimento e come fare la richiesta?”.

Responsabilità del datore di lavoro per contagio da Covid 19 in azienda e in fabbrica: come funziona? Quali sono le norme che disciplinano il caso?
“La normativa di carattere generale sugli infortuni del lavoro è molto ampia. E in essa si iscrivono i principi per l’infortunio sul lavoro in caso di contagio da Covid-19. Il datore di lavoro risponde della mancata osservanza delle norme a tutela dell’integrità fisica dei prestatori di lavoro prevalentemente in base all’art. 2087 c.c. e al D.Lgs. n. 81/2008 (T.U. Salute e Sicurezza sul lavoro) il quale coordina, le norme in materia di salute e di sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro. – Ci fa sapere l’Avvocato Michele Bonetti –
“Oggi, iI Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 cd “Decreto Cura Italia” all’art. 42 comma 2 e conseguentemente la circolare Inail n. 13 del 3 aprile 2020 fanno rientrare l’infezione da coronavirus nell’alveo delle malattie meritevoli di copertura Inail per gli assicurati che la contraggono “in occasione di lavoro”. – continua – “Da ultimo, l’articolo 2, comma 6, del DPCM 26 aprile 2020, impone alle imprese di osservare il c.d. protocollo per le misure di contrasto e il contenimento della diffusione del Covid – 19 negli ambienti di lavoro.

“In questo periodo si sono poi susseguite numerose circolari che hanno chiarito non solo le modalità operative della normativa. Ma anche il suo campo di applicazione. Recente è la circolare INAIL del 15 maggio che ha chiarito come l’accertamento dell’infortunio sul lavoro da contagio Covid 19 non sia rilevante al fine dell’accertamento della responsabilità penale del datore di lavoro.

Cosa prevede che faccia per il datore di lavoro

“Molto discusse sono le questioni inerenti alla possibilità del datore di lavoro di richiedere ai propri dipendenti di sottoporsi a particolari accertamenti, come la misurazione della temperatura corporea o ai famosi test sierologici etc.” – dice l’esperto -.
“Il protocollo prevede la possibilità del datore di lavoro di effettuare la misurazione della temperatura, senza la registrazione di alcun dato o garantendo, in caso di temperatura che impedisca l’accesso ai locali aziendali la tutela della identità del lavoratore. Per quanto riguarda i test sierologici, il datore di lavoro non può effettuarli ai propri dipendenti. (tantomeno i tamponi). Il Garante ha specificato che il datore di lavoro può richiedere ai propri dipendenti di effettuare test sierologici solo se disposto dal medico competente o da altro professionista sanitario. Il dibattito è molto acceso - sottolinea l'egregio Avvocato.

Risarcimento del danno per contagio da Coronavirus sul posto di lavoro

La domanda sorge spontanea nel decifrare la questione della responsabilità del datore di lavoro in caso di contagio da Covid 19. Quali sono i criteri per accertare questo specifico infortunio?
L’avvocato Michele Bonetti ci risponde egregiamente. “Fondamentale innanzitutto è “l’occasione di lavoro”, ossia che il contagio sia avvenuto nello svolgimento delle mansioni lavorative o di attività strumentali o propedeutiche. Ad esempio durante il tragitto casa-lavoro o durante il compimento delle attività preparatorie allo svolgimento dell’attività lavorative“. Ma c’è di più, perchè non è così facile stabilire la questione e l’esperto lo chiarisce.
“Problemi vi potranno essere, come si può comprendere, in merito all’onere della prova circa il luogo e i modi del contagio. Per gli operatori sanitari l’Inail ha chiarito, con la circolare n. 13/2020, che sussiste una presunzione semplice di origine professionale considerando l’elevatissima possibilità di contagio nell’esercizio delle mansioni professionali.”
“Presunzione che può rinvenirsi (da valutarsi caso per caso) per tutte quelle attività che richiedono frequenti contatti con il pubblico o che abbiano avuto contatti con un collega di lavoro positivo. – Continua – In questi casi la presunzione può essere superata solo dalla prova certa della mancanza di contatti efficaci per la trasmissione del virus o magari dalla incompatibilità dei tempi di latenza con quelli dell’insorgere della malattia”– specifica Bonetti.

Accertamento responsabilità datore di lavoro per contagio da Covid-19

Come funziona per accertare che l’infortunio sia avvenuto a lavoro, quindi a responsabilità del datore di lavoro?  “Le regole da rispettarsi sono quelle di qualsiasi altro infortunio sul lavoro. Vi sarà un medico accertatore che verificherà anche in base alle circostanze contingenti, che il contagio è intervenuto in occasione dell’attività lavorativa. Sarà trasmessa all’ente previdenziale la certificazione medica e si aprirà la procedura per la verifica dell’accaduto e la eventuale liquidazione delle somme a cui si ha diritto.”

“Il percorso è identico a quello di qualsiasi altro infortunio sul lavoro. Vige l’obbligo in capo al datore di lavoro, qualora sia venuto a conoscenza dell’eventuale contagio, di effettuare la denuncia agli organi competenti. Prevediamo, alla luce della particolarità della patologia che non sempre sarà facile accertare il momento in cui risale il contagio. In tal caso, vi sarà la necessità dell’ausilio di tecnici del diritto e medico – legali”.

Ma, se l’infortunio e la responsabilità del datore di lavoro è confermato, a quanto ammonta il risarcimento? “Tutto dipende dal danno che si ha dall’infortunio che può variare da un lieve dannotemporaneo, sino alle infermità permanenti o addirittura alla morte. Le cifre vengono commisurate al danno fisico e all’età del soggetto”.
Richiesta risarcimento del danno per contagio da Covid-19 sul lavoro
Arrivati a questo punto, è essenziale, capire nel concreto come funziona la richiesta di risarcimento del danno per contagio da Covid 19 a lavoro.
“All’avvio della pratica di infortunio è tenuto il medico di prime cure attraverso la redazione e la contestuale trasmissione telematica del certificato alla sede territoriale competente dell’Istituto. I termini di prescrizione (triennale per indennità, quinquennale e decennale per le rendite) e decadenza (90 gioni) delle azioni a tutela delle prestazioni a tutela del lavoratore (e degli eredi) sono sospesi dal 23 febbraio al 1° giugno 2020.”
“Con la Circolare n. 13 del 3 aprile INAIL è stato precisato che per alcune categorie di lavoratori il contagio durante la prestazione professionale è presunta. Non vi è, quindi, necessità che il soggetto ne dia prova. Nei casi in cui non vi sia presunzione, l’accertamento medico – legale seguirà le ordinarie modalità di accertamento. Queste non potranno prescindere dall’accertamento del contagio e dalla valutazione di tutti gli ulteriori aspetti che potranno essere provate con qualsiasi mezzo di prova”. – Conclude l’Avvocato Michele Bonetti –

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Mon, 25 May 2020 09:50:47 +0000
LE AZIONI INDIVIDUALI PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO SCUOLA 2020 http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2134-le-azioni-individuali-per-la-partecipazione-ai-concorsi-scuola-2020 http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2134-le-azioni-individuali-per-la-partecipazione-ai-concorsi-scuola-2020 LE AZIONI INDIVIDUALI PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO SCUOLA 2020

Il Ministero dell’Istruzione, con quattro distinti decreti, in data 28 aprile 2020 ha indetto due concorsi ordinari e due concorsi straordinari volti all’immissione in ruolo e all’abilitazione dei docenti di ogni grado di scuola e tipologia di posto.

Detti D.M. riportano numerose illegittimità e discriminazioni nei confronti di molte categorie di insegnanti che, seppur precarie, rimangono escluse dalle procedure.

Lo studio legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, a tutela degli insegnanti esclusi promuove azioni di natura individuale volte a far emergere situazioni e condizioni proprie del singolo ricorrente in modo da avanzare maggiori censure per ampliare e meglio definire i motivi di ricorso.

Diversamente dai ricorsi collettivi, ove è strettamente necessario far emergere solo quell’unica circostanza che accomuna tutti i candidati, il ricorso individuale viene redatto caso per caso con un confronto diretto o online per la contingente situazione, con il cliente ed è realizzato in base alle peculiarità del ricorrente.

Tra le azioni individuate e per le quali riteniamo sia più indicato procedere individualmente, si riportano ad esempio:

- Ricorso volto alla partecipazione al concorso per coloro che sono ritenuti privi del requisito delle tre annualità di servizio in quanto prestato con interruzione anche di pochi giorni e pertanto svolto in difformità dell’art. 11 comma 14 L. 124/1999 che prevede “è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1o febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale”.

- Ricorso volto alla partecipazione al concorso (ordinario o straordinario) sul sostegno per gli idonei non vincitori al TFA IV ciclo con almeno una annualità di servizio maturata sul sostegno.

- Ricorso per chi è in procinto di conseguire il 24 CFU ma non lo farà prima del termine ultimo di presentazione della domanda bensì entro la data di svolgimento della prima prova concorsuale.

- Ricorso volto alla partecipazione al concorso su posto comune per coloro che hanno maturato il requisito di tre anni di servizio ma svolti tutti sul sostegno con nomina dalle graduatorie disciplinari e che, dunque, non hanno il requisito (b) almeno una annualità di servizio sulla specifica classe o tipologia di posto) per partecipare al concorso sulla materia.

- Ricorso volto alla partecipazione al concorso per coloro che hanno maturato complessivamente 540 giorni di servizio tra il 2008/2009 e il 2019/2020 (fermi gli ulteriori requisiti cioè il possesso congiunto di b) almeno una annualità di servizio sulla specifica classe o tipologia di posto, c) titolo di accesso alla classe).

- Ricorso volto alla partecipazione al concorso sul sostegno per chi ha tre anni di servizio nel sostegno ma non è specializzato (fermi gli ulteriori requisiti cioè il possesso congiunto di a) 3 anni di servizio anche non consecutivi tra il 2008/2009 e il 2019/2020 su posti comuni o di sostegno b) almeno una annualità di servizio sulla tipologia di posto, c) titolo di accesso alla classe). Tale ricorso può essere espletato anche per la partecipazione al concorso ordinario da chi è abilitato e, pur avendo svolto servizio sul sostegno per almeno tre anni non è specializzato per il sostegno nel grado di scuola per cui intende concorrere.

- Ricorso per il riconoscimento del servizio prestato nelle scuole comunali per coloro che completano il requisito dei tre anni di servizio (fermo il possesso degli ulteriori requisiti) in virtù del servizio svolto presso istituti comunali o che hanno svolto servizio solo presso scuole comunali.

- Ricorso volto alla partecipazione al concorso sul sostegno per grado diverso rispetto a quello per cui si è specializzati (fermi gli ulteriori requisiti cioè il possesso congiunto di a) 3 anni di servizio anche non consecutivi tra il 2008/2009 e il 2019/2020 su posti comuni o di sostegno b) almeno una annualità di servizio sulla specifica classe o tipologia di posto, c) titolo di accesso alla classe).

Lo studio, accanto alle azioni riportate, proporrà ricorsi per la partecipazione a tutte le procedure concorsuali e valuterà, previo colloquio con il cliente (personale o tramite piattaforme telematiche), ogni ulteriore elemento e casistica.

Saranno avviate, inoltre, le azioni al link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/concorso-scuola-2020 anche in forma individuale sovrapponendo le peculiarità di una categoria con quelle di un’altra qualora e se presenti.

Si consigliano fortemente ricorsi di natura individuale per far emergere le situazioni peculiari di ogni ricorrente, ma anche alla luce del trend negativo che sta maturando per i ricorsi collettivi da parte del TAR e del Consiglio di Stato e che, sempre più spesso porta ad una pronuncia di inammissibilità del ricorso cumulativo.

Lo studio legale è disponibile per un colloquio individuale finalizzato ad una maggiore comprensione della possibilità di inoltrare ricorso in forma individuale ai contatti riportati al link http://www.avvocatomichelebonetti.it/contatti

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Thu, 21 May 2020 11:38:59 +0000
"Studio legale Bonetti & Delia" tra i migliori dell'anno http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2133-studio-legale-bonetti-delia-tra-i-migliori-dell-anno http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/notizie/2133-studio-legale-bonetti-delia-tra-i-migliori-dell-anno

Anche quest’anno lo studio legale degli Avvocati Michele Bonetti & Santi Delia è stato selezionato tra i migliori studi legali dell’anno 2020. 

Per il secondo anno consecutivo, l’indagine è stata realizzata dalla società di ricerca de “Il Sole 24 ore” in collaborazione con il settimanale Guida al diritto, che hanno stilato la classifica dei migliori studi legali Italiani.

Nel dettaglio, l’indagine tiene conto di oltre 330 eccellenze italiane diversificate in macro categorie di contenzioso, che spiccano nel mondo legale per competenza impegno e dedizione.

“Un grazie di cuore va a tutti i nostri clienti che costantemente si affidano a noi e alla passione per il lavoro che ogni giorno svolgiamo”, commenta così l’Avvocato Michele Bonetti orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo insieme a tutto il suo team.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Wed, 20 May 2020 16:01:41 +0000
SCORRIMENTO 1.851 ALLIEVI AGENTI: IL TAR DEL LAZIO RIMETTE LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE. http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2132-scorrimento-1-851-allievi-agenti-il-tar-del-lazio-rimette-la-questione-alla-corte-costituzionale http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2132-scorrimento-1-851-allievi-agenti-il-tar-del-lazio-rimette-la-questione-alla-corte-costituzionale SCORRIMENTO 1.851 ALLIEVI AGENTI: IL TAR DEL LAZIO RIMETTE LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE.

In data odierna il TAR del Lazio ha pubblicato le prime sentenze non definitive concernenti la nota vicenda dello scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato.

Il Collegio del TAR ha mantenuto il proprio orientamento favorevole mostrato fino ad oggi e mediante sentenza non definitiva ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.

Il Giudice delle Leggi, dunque, sarà chiamato a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale della L. n. 12 del 11 febbraio 2019, “nella parte in cui stabilisce che si procederà all’assunzione dei soggetti risultati idonei alla prova scritta d'esame del concorso pubblico per l'assunzione di 893 allievi agenti della Polizia di Stato (bandito con decreto del Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza del 18 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4a Serie speciale - n. 40 del 26 maggio 2017) secondo l'ordine decrescente del voto in essa conseguito “purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2049 del citato codice dell'ordinamento militare”.

Il cambiamento dei requisiti in corsa, con l’abbassamento dell’età da 30 a 26 anni e la richiesta del diploma invece che della licenza media (requisiti inizialmente richiesti) è stato censurato con plurimi ricorsi, di natura individuale e collettiva, dal nostro studio sin dal marzo 2019.

Sin dal primo incontro tenuto presso la nostra sede, lo studio ha sempre auspicato tale esito, che rappresenta una doverosa, se non inevitabile, fase per giungere all’accoglimento definitivo delle ragioni degli aspiranti poliziotti.

Attendiamo la lettura della separata ordinanza mediante cui Collegio rimetterà la questione alla Corte Costituzionale per ulteriori valutazioni, – afferma l’Avv. Bonetti - ma la rimessione alla Corte Costituzionale rappresenta un importante risultato per tutti i nostri ricorrenti”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Polizia di stato Wed, 20 May 2020 15:31:51 +0000
RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO PER CHI NON HA I REQUISITI A CAUSA DELL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2126-ricorso-per-la-partecipazione-al-concorso-per-chi-non-ha-i-requisiti-a-causa-dell-interruzione-del-servizio http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2126-ricorso-per-la-partecipazione-al-concorso-per-chi-non-ha-i-requisiti-a-causa-dell-interruzione-del-servizio RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO PER CHI NON HA I REQUISITI A CAUSA DELL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO

RICORSO M

Per la partecipazione ai concorsi straordinari per la scuola secondaria di primo e secondo grado, sia nel Decreto Ministeriale n. 497 (concorso abilitante) che nel Decreto Ministeriale n. 510 (volto all’immissione in ruolo) è previsto il possesso congiunto di tre anni di servizio anche non consecutivi tra il 2008/2009 e il 2019/2020 su posti comuni o di sostegno, almeno una annualità di servizio sulla specifica classe o tipologia di posto, titolo di accesso alla classe, oltre alla specializzazione specifica nel caso in cui si concorra per i posti di sostegno.

Il servizio deve essere svolto secondo quanto stabilito dall’art. 11 comma 14 L. 124/1999 che prevede “è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1o febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale”.

Nel mondo della scuola e del precariato scolastico, tuttavia, non è raro che un insegnante lavori tutto l’anno sulla medesima cattedra con contratti consecutivi che si interrompono anche per un solo giorno per cause e motivazioni non dipendenti dal docente.

Tale interruzione comporta l’inidoneità del servizio svolto per la partecipazione alla procedura concorsuale.

Lo studio legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia ha già affrontato tale questione (con riferimento al concorso straordinario per infanzia e primaria tenutosi nel 2019) con esito vittorioso (per informazioni in merito visitare il link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/1966-il-tar-del-lazio-accoglie-con-sentenza-il-nostro-ricorso-per-la-partecipazione-al-concorso-straordinario-di-una-ricorrente-in-virtu-di-interpretazione-costituzionalmente-orientata-e-senza-rimessione-alla-corte-costituzionale).

Per tale ragione, anche per i concorsi in parola si avanzerà ricorso dinanzi al TAR del Lazio a tutela di tutti gli insegnanti esclusi che versano nella predetta condizione.

Lo studio avanzerà l’azione sia in forma collettiva che in forma individuale, tuttavia, per la peculiarità della situazione e stante l’inevitabile non perfetta identità delle posizioni dei ricorrenti che potrebbe determinare l’inammissibilità dell’azione, è fortemente consigliato di procedere con ricorso individuale.

 

COSTI DELL’AZIONE

Rappresentiamo che il costo del ricorso INDIVIDUALE saranno da pattuire direttamente con lo studio legale.

Il costo del ricorso COLLETTIVO sarà di euro 145,91 (ovvero euro 100,00 oltre IVA, c.p.a. e spese generali) per il singolo grado di giudizio non è collegato a ogni forma di iscrizione ad associazioni e sindacati, trattandosi di un’adesione diretta con lo studio legale.

Non riteniamo che vi saranno problemi per il raggiungimento del numero minimo di partecipanti alle azioni. In ogni caso, per le categorie più particolari, è fissato il tetto minimo di 20 ricorrenti.

Si specifica che, trattandosi di un’adesione avvenuta direttamente con il nostro studio legale sul nostro compenso non vi saranno costi aggiuntivi di tessere e/o trattenute sindacali.

Si sottolinea pertanto che il ricorrente avrà contatto solo con lo studio legale, senza alcuna indicazione che esuli dalla propria sfera di competenza giuridica e tecnica.

Precisiamo infine che, in caso di rinuncia o revoca del mandato, i prezzi pattuiti rimarranno gli stessi e che non si procederà alla richiesta di ulteriori parcelle, come spesso accade per altre strutture che, al fine di tenere vincolati a sé i ricorrenti, accompagnano alla revoca del mandato esose ed ulteriori richieste di pagamento ulteriori.

 

INOLTRO DELLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

Per partecipare al ricorso riteniamo necessario presentare la domanda di partecipazione al concorso (anche con modalità difformi rispetto a quelle previste dal Ministero), tuttavia accetteremo le adesioni anche di coloro che non inoltreranno domanda.

Trattasi, a nostro avviso, di una possibile condizione di ammissibilità del ricorso e considerata tale da una parte della giurisprudenza amministrativa.

Per tale ragione Vi rimetteremo la domanda da inoltrare a mezzo pec e/o a mezzo raccomandata a.r. agli indirizzi del M.I. e presso l’Ufficio Scolastico Regionale ove intendete sostenere il concorso qualora non riusciste a compilare quella ministeriale.

Per quanto concerne gli indirizzi degli USR ogni singolo ricorrente dovrà reperire quello di riferimento per procedere con pec e/o raccomandata a.r. Per quanto concerne, invece, la domanda da inoltrare necessariamente al M.I. dovranno essere utilizzati tutti gli indirizzi pec di seguito indicati uffgabinetto@postacert.istruzione.itdpit@postacert.istruzione.it

dgpersonalescuola@postacert.istruzione.it e l’indirizzo ove spedire la raccomandata a.r. è M.I., Viale Trastevere n. 76/a, 00153 – Roma.

Si ricorda che alla domanda deve essere allegato un valido documento di identità.

L'INOLTRO DELLA DOMANDA, ANCHE SE FUORI TERMINE, E' FORTEMENTE CONSIGLIATO.

Si specifica e ribadisce che la domanda per il "concorso" va inoltrata al M.I. e all’USR e non allo studio legale.

La documentazione per la partecipazione al "ricorso" va, invece, inoltrata allo studio legale.

La domanda di partecipazione al concorso potrà essere effettuata anche su altri modelli, tuttavia si consiglia l’inoltro di quella predisposta dallo studio legale, che a breve Vi sarà rimessa e con la quale si è cercato di riproporre pedissequamente il modello ministeriale.

Si ricorda inoltre che la stessa dovrà essere semplicemente compilata con le modalità previste per qualunque altro soggetto partecipante alla procedura concorsuale.

Lo studio non fornirà informazioni sulla compilazione della domanda trattandosi, per l’appunto, di aspetti formali di natura concorsuale, tuttavia alcune associazioni di riferimento forniranno consulenza on-line.

MODALITA’ DI ADESIONE (uguali per tutte le azioni):

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE PRESSO LO STUDIO ENTRO IL 15 giugno 2020.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono:

1. Scaricare la procura rimessa in allegato.

2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.

3. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione - di euro 145,91 (ovvero euro 100,00 oltre IVA, c.p.a. e spese generali) per il ricorso collettivo  o, per il ricorso individuale, secondo quanto pattuito con lo studio attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse di seguito.

4. Stampare e sottoscrivere l’informativa e l'autocertificazione.

5. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- informativa e autocertificazione sottoscritta in originale. Attenzione ove possibile è sempre preferibile accompagnare l’autocertificazione alla relativa documentazione quale titoli posseduti, attestazioni del servizio svolto ecc.;

due procure in originale e sottoscritte;

- copia del documento di identità e del codice fiscale;

copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “CONCORSO SCUOLA + RICORSO SCELTO” - ES. MARIO ROSSI, C.F., CONCORSO SCUOLA + A). Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO SCUOLA + RICORSO SCELTO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

Eccezionalmente, considerando il particolare momento che sta attraversando il Paese e le restrizioni imposte dai Decreti Legge per l’emergenza COVID-19, potrete inoltrare la documentazione solo a mezzo e-mail e spedire la documentazione in originale in un secondo momento a mezzo raccomandata a.r.

6. Inoltrare a mezzo e-mail a info@avvocatomichelebonetti.it la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO SCUOLA + RICORSO SCELTO” - ES. MARIO ROSSI, C.F., CONCORSO SCUOLA + A”.

7. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa): https://goo.gl/forms/kGhMs33unjsELgm13

Si invita a prestare particolare attenzione nell'inserimento dei dati nel FORM online con l'avvertimento che le comunicazioni da parte dello studio avverranno a mezzo e-mail all'indirizzo indicato al momento della compilazione del FORM. Per tale ragione Vi invitiamo a indicare esclusivamente indirizzi e-mail e non indirizzi pec.

AVVERTENZE

Il cliente è invitato espressamente alla partecipazione alle riunioni pubbliche on-line che lo studio organizza nonché alla consultazione del sito internet www.avvocatomichelebonetti.it al fine di una corretta informazione sull'azione. I ricorrenti dovranno altresì leggere sempre con attenzione l'e-mail collettive inoltrate dallo studio legale.

Si precisa che per legge non saranno riportate nel ricorso, a pena di inammissibilità, specificazioni delle posizioni individuali, nel caso in cui si proceda con un ricorso di natura collettiva che non comprende consulenze individuali.

La carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo raccomandata a/r con l’invio tramite e-mail o pec. 

Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che a mezzo e-mail anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione in originale. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

Non è ammesso inserire in una solo busta la documentazione di più ricorrenti.

Questo studio declina ogni responsabilità in merito all’eventuale mancato inserimento nel ricorso qualora la documentazione non dovesse giungere entro i termini stabiliti o nel caso in cui non siano rispettate le procedure previste nella presente informativa, riservandosi, anche in ipotesi di correttezza della procedura seguita, l’accettazione dei vostri mandati che verrà comunicata esclusivamente via e-mail.

Precisiamo che solo il corretto perfezionamento delle tre procedure (1. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso a mezzo e-mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it2. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso in originale a mezzo raccomandata a.r. all’indirizzo Avv. Michele Bonetti via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 – Roma. Il perfezionamento della consegna della busta sarà visionabile tramite il servizio “dove/quando” messo a disposizione da Poste Italiane al link https://www.poste.it/cerca/index.html#/; 3. Compilazione del form on-line. Si chiede di prestare particolare attenzione nella compilazione del form on-line precisando che qualunque errore, che sarà eventualmente successivamente riscontrato, dovuto a disattenzione nella compilazione sarà solo a Voi attribuibile) sarà ritenuto idoneo a perfezionare l'adesione al ricorso.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Tue, 19 May 2020 15:53:24 +0000
FAQ SUI RICORSI PER LA PARTECIPAZIONE AI CONCORSI SCUOLA 2020 http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2123-faq-sui-ricorsi-per-la-partecipazione-ai-concorsi-scuola-2020 http://avvocatosantidelia.it-www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/precari-della-scuola/2123-faq-sui-ricorsi-per-la-partecipazione-ai-concorsi-scuola-2020 FAQ SUI RICORSI PER LA PARTECIPAZIONE AI CONCORSI SCUOLA 2020

1.     A quale autorità giudiziaria ci si rivolge con i ricorsi?

I ricorsi saranno presentati dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sede di Roma entro 60 giorni dalla pubblicazione dei Decreti. Decorso tale termine, sarà possibile presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

Tutte le azioni proposte sono consultabili cliccando qui

 

2.     Se aderisco al ricorso potrò partecipare alle prove insieme agli altri insegnanti che hanno i requisiti?

Lo studio avanzerà nei ricorsi apposita istanza cautelare volta ad ottenere l’accoglimento di un provvedimento (ordinanza) che consenta l’ammissione dei ricorrenti alle prove concorsuali con riserva.

Nel caso in cui il provvedimento cautelare dovesse intervenire dopo l’inizio delle prove, richiederemo l’indizione di prove suppletive. Nel caso in cui il provvedimento dovesse essere negativo si potrà ricorrere in appello al Consiglio di Stato.

 

3.     Il provvedimento del TAR è appellabile?

L’ordinanza del TAR potrà essere appellata da entrambe le parti, quindi in caso di accoglimento potrà essere appellata dal Ministero dell’Istruzione dinanzi al Consiglio di Stato, in caso di rigetto, invece, potranno essere i ricorrenti a proporre appello per ottenere l’accoglimento cautelare da parte del CdS. Trattasi di una fase ulteriore e diversa.

 

4.     In caso di rigetto del ricorso ci potrà essere una condanna alle spese?

Si, è per questa ragione che lo studio legale, nonostante le numerose richieste pervenute da parte di alcune categorie di insegnanti, ha scelto di agire solo per le più fondate, proprio al fine di cercare di limitare eventuali condanne alle spese (interamente a carico dei ricorrenti) sempre più frequenti anche nei contenziosi che riguardano i docenti precari, categoria su cui negli anni addietro il G.A. era solito disporre la compensazione in caso di soccombenza.

La condanna alle spese comunque è eventuale e la somma, qualora richiesta dall’Amministrazione, si dovrà dividere tra tutti i ricorrenti, pertanto presumibilmente si tratterà di una cifra esigua.

 

5.     Si avanzeranno solo ricorsi collettivi o anche ricorsi individuali?

Lo Studio ha individuato una serie di azioni che potranno essere avanzate sia in maniera collettiva che individuale e rinvenibili cliccando qui

È ovvio che non saranno riportate nel ricorso collettivo, a pena di inammissibilità, posizioni individuali, pertanto per chi verte in situazioni peculiari consigliamo di contattare lo studio per valutare la possibilità di un’azione ad hoc.

Per quanto riguarda l’azione M (Ricorso volto alla partecipazione al concorso per coloro che sono ritenuti privi del requisito delle tre annualità di servizio in quanto prestato con interruzione anche di pochi giorni e pertanto svolto in difformità dell’art. 11 comma 14 L. 124/1999 che prevede “è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1o febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale”) e l’azione R (Ricorso per chi è in procinto di conseguire il 24 CFU ma non lo farà prima del termine ultimo di presentazione della domanda bensì entro la data di svolgimento della prima prova concorsuale) lo studio, pur proponendo le azioni anche in maniera collettiva, consiglia di procedere con il ricorso individuale.

 

6.     E' preferibile agire con un ricorso individuale o collettivo?

Si ritiene di consigliare in ogni caso ricorsi di natura individuale, non solo per le situazioni peculiari, preso atto del trend negativo che sta maturando per i ricorsi collettivi da parte del TAR e del Consiglio di Stato.

L’invito è quello di valutare con attenzione la propria posizione e di contattare lo studio in caso di dubbi sulla proposizione dei ricorsi in forma collettiva o individuale.

Il cliente che aderisce al ricorso collettivo deve essere consapevole del carattere cumulativo dello stesso e dei possibili conflitti di posizione con gli ulteriori ricorrenti, anche potenziali e sopravvenuti, alla luce degli orientamenti giurisprudenziali in tema di inammissibilità dei ricorsi in presenza di posizioni non omogenee.

Il nostro studio, da anni specializzato in class action, cercherà di avanzare il più possibile censure conformi sui ricorsi collettivi mediante un’attività di analisi e discernimento delle posizioni tuttavia, non si può non rendere noto un orientamento cautelare, anche del Consiglio di Stato, che in alcuni casi ha rigettato le domande per inammissibilità.

 

7.     Presenterò ricorso per la partecipazione al concorso. Devo inoltrare la domanda?

Si, per partecipare al ricorso deve presentare apposita domanda al Ministero dell’Istruzione entro i termini previsti dal bando.

 

8.     Quali sono i termini per la presentazione della domanda?

Per la procedura prevista dal decreto n. 497/2020 (volta esclusivamente al conseguimento dell’abilitazione) le domande potranno essere presentate dal 28 maggio 2020 sino al 3 luglio 2020. 

Per tutte le restanti procedure le domande potranno essere presentate dal 15 giugno 2020 sino al 31 luglio 2020.

 

9.     Non riesco a presentare la domanda tramite il portale del ministero. Posso omettere di presentarla?

No. Trattasi, a nostro avviso, di una possibile condizione di ammissibilità del ricorso e considerata tale da una parte della giurisprudenza amministrativa.

Per tale ragione, dopo l’adesione al ricorso, vi rimetteremo la domanda da inoltrare in maniera cartacea a mezzo pec e/o a mezzo raccomandata a.r. agli indirizzi del M.I. e presso l’ufficio scolastico regionale ove intendete sostenere il concorso qualora non riusciste a compilare quella ministeriale.

 

10.  A quale indirizzo deve essere inoltrata la domanda di partecipazione al concorso?

Per quanto concerne gli indirizzi degli USR ogni singolo ricorrente dovrà reperire quello di riferimento per procedere con pec e/o raccomandata a.r. Per quanto concerne, invece, la domanda da inoltrare necessariamente al M.I. dovranno essere utilizzati tutti gli indirizzi pec di seguito indicati uffgabinetto@postacert.istruzione.itdpit@postacert.istruzione.it

dgpersonalescuola@postacert.istruzione.it e l’indirizzo ove spedire la raccomandata a.r. È Ministero dell’Istruzione, Viale Trastevere n. 76/a, 00153 – Roma.

Si ricorda che alla domanda deve essere allegato un valido documento di identità.

 

11. Parteciperò al concorso per una classe di concorso avendone i requisiti, ma vorrei procedere con un ricorso per partecipare per un’altra classe (di diverso grado o tipologia di posto). Avviare un ricorso mi preclude la possibilità di partecipare al concorso “di diritto”?

No, il ricorso non preclude alcuna possibilità e non interferisce con le procedure a cui partecipa avendone i requisiti.

 

12. Ho prestato servizio sul sostegno senza specializzazione, è valido per la partecipazione al concorso?

Per quanto riguarda le procedure straordinarie il servizio svolto sul sostegno senza il sotteso titolo di specializzazione è valido ai fini del completamento del requisito dei tre anni di servizio di cui alle procedure indette con decreto n. 497 e decreto n. 510 del 2020, fermi restando gli ulteriori requisiti cioè aver svolto tre anni di servizio di cui almeno un anno sulla classe per cui si concorre, avere il titolo di accesso alla classe e, per coloro che intendono partecipare per i posti di sostegno, essere in possesso di specializzazione.

 

13. Ho tre anni di servizio sul sostegno per la scuola secondaria di secondo grado e vorrei partecipare al concorso per la medesima classe, posso partecipare al concorso in virtù del servizio svolto?

Accanto al requisito del servizio (almeno tre anni di cui uno sulla specifica classe o, in questo caso, tipologia di posto) e al titolo di accesso alla classe, per concorrere sul sostegno è necessario avere anche la specializzazione sul sostegno.

A nostro avviso è evidente che vi sia una grave illegittimità per tutti coloro che da anni prestano servizio sul sostegno come docenti precari e a cui deve essere riconosciuta una specifica competenza acquisita sul campo.

Per tale ragione agiremo dinanzi al TAR del Lazio a tutela di tali insegnanti (Azione A).

Per tutte le informazioni e per aderire all’azione clicca qui

 

14. Sto per conseguire il TFA sul sostegno, posso partecipare al concorso su posti di sostegno?

I docenti che stanno frequentando i percorsi di specializzazione sul sostegno, avviati entro dicembre 2019, potranno partecipare con riserva alle procedure ordinarie e straordinarie con riserva a condizione che conseguano il titolo entro il 15 luglio 2020.

 

15. Lavoro da anni sul sostegno ma non sono riuscito a specializzarmi in quanto sono risultato idoneo non vincitore al TFA IV ciclo. Potrò partecipare al concorso seppur con riserva?

No, è possibile partecipare con riserva solo per coloro che hanno avviato il TFA entro dicembre 2019. Per gli idonei non vincitori, esclusi a causa di una programmazione inadeguata delle specializzazioni, non è prevista alcuna deroga.

Per tali docenti abbiamo studiato un’azione ad hoc (Ricorso H, V, X) volto alla partecipazione al concorso.

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16. Insegno nella scuola da tanti anni e sono inserito nelle graduatorie disciplinari della scuola secondaria di secondo grado. A causa della mancanza di insegnanti di sostegno sono sempre stato convocato per incarichi per tale tipologia di posto e non ho avuto mai l’occasione di insegnare sulla materia. Il servizio svolto sul sostegno con chiamata dalla graduatoria disciplinare mi consentirà di partecipare al concorso per la materia?

No. La crescente necessità di insegnanti di sostegno e il c.d. numero chiuso per l’accesso al TFA ha fatto sì che molti insegnanti fossero chiamati dalle graduatorie disciplinari ad insegnare sul sostegno. Oggi ai medesimi insegnanti, ai fini della partecipazione al concorso, viene richiesto di aver lavorato almeno un anno sulla classe per cui intendono concorrere non avendone, tuttavia, mai avuto la possibilità non per loro colpa.

A nostro avviso l’esclusione di tali docenti è gravissima e palesa un’enorme illegittimità per la quale avanzeremo ricorso (Azione B) dinanzi al TAR del Lazio.

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17. Sono in possesso dei titoli di servizio richiesti dal bando (tre anni di servizio di cui uno  sulla specifica tipologia di posto, titolo di accesso) ma sono specializzato sul sostegno su un grado diverso rispetto a quello di mio interesse. Posso partecipare al concorso?

No, senza la specifica specializzazione non è possibile prendere parte al concorso. Lo studio legale avanza un ricorso (Azione W) volto alla partecipazione al concorso per tutti quei docenti che hanno i requisiti di partecipazione al concorso, hanno svolto almeno un anno di servizio sul sostegno per il grado di scuola di interesse ma rimangono esclusi per non aver conseguito la specifica specializzazione.

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18. Sono un insegnante che ha prestato servizio nella scuola paritaria, posso partecipazione al concorso straordinario indetto con decreto n. 510/2020?

No, il predetto servizio è valido solo ai fini della partecipazione alla  procedura straordinaria finalizzata all'accesso ai percorsi di abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune indetto con decreto n. 497/2020 ma non per il concorso indetto con D.M. n. 510/2020 volto alle immissioni in ruolo per il quale è ritenuto valido solo il servizio prestato nelle scuole secondarie statali.

Per tale ragione lo studio legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia avanzerà specifiche azioni finalizzate al riconoscimento della validità del servizio prestato nella scuola paritaria.

Ricorso F per chi completa il requisito dei tre anni di servizio computando il servizio nelle paritarie; ricorso G per coloro che, invece, hanno svolto servizio solo nelle scuole paritarie.

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19. Ho insegnato nelle scuole comunali. Il mio servizio è ritenuto valido ai fini della partecipazione al concorso?

No, come avvenuto negli anni passati, il servizio prestato nelle scuole comunali non viene ritenuto valido per la formazione del requisito dei tre anni di servizio, pur essendo a tutti gli effetti servizio svolto alle dipendenze della P.A.

Lo studio, anche per tali docenti, avanzerà due tipologie di ricorso:

Ricorso C per chi completa il requisito dei tre anni di servizio computando il servizio nelle comunali; ricorso U per coloro che, invece, hanno svolto servizio solo nelle scuole comunali.

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20. Ho prestato servizio nell’ambito di progetti regionali di formazione posso partecipare al concorso?

Ai fini della partecipazione al concorso il M.I. ritiene valido solo una parte del servizio prestato e, nello specifico, è ritenuto valido solo il servizio svolto nell’ambito di attività di carattere straordinario anche finalizzati all’adempimento dell’obbligo dell’istruzione e il servizio svolto nell’ambito di progetti finalizzati al contrasto della dispersione scolastica.

Rimangono completamente esclusi, in maniera completamente illegittima, gli insegnanti che hanno svolto servizio nei percorsi IEFP. A tutela di tali insegnanti avanzeremo ricorso al fine del riconoscimento di tale servizio come valido per la partecipazione al concorso.

Ricorso K e Ricorso T.

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21. Ho prestato due anni di servizio sulla classe di concorso di mio interesse. Avanzerete un ricorso per consentirmi di partecipare al concorso?

No. Lo studio, nonostante le numerose richieste pervenute, ha scelto di portare avanti solo le azioni che ritiene più fondate specificando, in ogni caso, quelle per cui, seppur fondate, vi è un grado di difficoltà maggiore a causa della giurisprudenza formatasi nell’ambito di diverse procedure concorsuali ove venivano perpetrate le medesime illegittimità.

 

22. Sono un dottore di ricerca escluso dal concorso in quanto non in possesso dei tre anni di servizio. Potrò ricorrere?

Anche per i Dottori di Ricerca, per i quali lo studio legale Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia ha sempre portato avanti specifiche azioni, non saranno avanzati ricorsi collettivi volti alla partecipazione al concorso. Ciò a causa di un orientamento giurisprudenziale (anche di merito) negativo consolidatosi nel tempo.

Rimaniamo comunque a disposizione per una valutazione individuale della situazione.

 

23. Ho prestato servizio da MAD, viene considerato valido per la partecipazione al concorso?

Sì,  è a tutti gli effetti servizio a tempo determinato. Difatti, il contratto stipulato è uguale a quello dei colleghi assunti tramite scorrimento delle graduatorie.

 

24. È valido il servizio svolto senza titolo anche se svolto nell’ambito di contratti stipulati con riserva?

Si, è valido tutto il servizio svolto anche in carenza di titolo sotteso.

 

25. Sono abilitato su una classe diversa rispetto a quella per cui voglio partecipare al concorso ordinario (decreto n. 499/2020), devo conseguire i 24 cfu anche sulla classe di mio interesse?

No, al riguardo l’art.3 comma 2 del decreto n. 499/2020 stabilisce che ai sensi dell'art. 5, comma 4-bis, i soggetti in  possesso  di abilitazione per altra classe  di  concorso   o  per  altro  grado  di istruzione sono esentati dal conseguimento dei cfu/cfa  di  cui  alle lettere b) del comma 1 e 2 dell'art. 5 del decreto legislativo, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente. Diversa situazione è prevista sul sostegno ove è necessaria la specifica specializzazione.

 

26. È possibile partecipare a  procedure diverse nella stessa regione?

Si, non vi sono limitazioni in tal senso.

 

27. posso partecipare nella medesima regione e nell’ambito della medesima procedura per più classi di concorso?

Si, può partecipare per una sola classe di concorso, distintamente per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, nonché per le distinte e relative procedure sul sostegno e su posto comune.

Ciò vuol dire che se possiede i titoli per partecipare per due classi di concorso nel medesimo grado di scuola deve necessariamente sceglierne uno, limitando la Sua possibilità di ottenere la stabilizzazione professionale in maniera del tutto casuale (in quanto non può sapere quante persone saranno interessate per ogni classe di concorso, in quali regioni ci sarà la maggiore affluenza e come avverranno le convocazioni). Tale preclusione è del tutto illegittima e limita il diritto degli insegnanti precari ad ottenere la stabilizzazione. Per tale ragione avanzeremo ricorso dinanzi al TAR (Ricorso S) a tutela di tale categoria di insegnanti.

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28. Sono un docente ITP, posso partecipare al concorso straordinario per la scuola secondaria?

Si, i docenti ITP possono partecipare secondo i requisiti previsti per la procedura transitoria e sono esonerati, fino all'anno scolastico 2024/2025, dal conseguimento dei 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie didattiche. 

 

29. La classe di concorso A066 (ad esaurimento) non è stata bandita. Ho qualche possibilità di partecipare al concorso?

Si. I docenti della classe A066 (Trattamento testi/Informatica) potranno partecipare al concorso facendo confluire il proprio servizio sulla classe A041 purché siano in possesso del titolo di accesso alla medesima classe cioè laurea in Informatica (cioè il titolo di accesso per la classe A041).

Ciò vuol dire, tuttavia, che non vengono tutelati gli insegnanti della classe A066 bensì viene data un’opportunità in più ai docenti della classe A041 di partecipare al concorso con servizio sulla A066.

A tutela di tali inseganti, a cui ormai dal 2016 viene chiusa ogni possibilità di stabilizzazione professionale, proporremo ricorso al TAR (Azione J).

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30. Ho maturato 540 giorni di servizio (180x3) in maniera complessiva e non continuativa dall’a.s. 2008/2019 ad oggi. Posso partecipare al concorso?

No, in quanto i 540 giorni di servizio devono essere svolti secondo quanto previsto dall’art. 11 comma 14 L. 124/1999 che prevede “è considerato come anno scolastico intero se ha avuto la durata di almeno 180 giorni oppure se il servizio sia stato prestato ininterrottamente dal 1o febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale”.

Per tale problematica lo studio avanza uno specifico ricorso (Ricorso N).

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31. è prevista una prova preselettiva?

Si. Al riguardo il D.M. n. 201 del 20 aprile 2020 prevede lo svolgimento di un test di preselezione, qualora a livello regionale e per ciascuna distinta procedura, il numero dei candidati sia superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250.

 

32. Se supero la prova preselettiva, ho diritto a partecipare alle prove scritte?

A prescindere dal numero di candidati che supera la prova preselettiva, alla prova scritta è ammesso un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso nella singola regione per ciascuna procedura.

Sono altresì ammessi alla prova scritta coloro che, all’esito della prova preselettiva, abbiano conseguito il medesimo punteggio dell’ultimo degli ammessi. Il mancato superamento della prova preselettiva comporta l’esclusione dal prosieguo della procedura concorsuale.

 

33. Quante prove concorsuali sono previste?

Per il posto comune sono previste due scritte e una orale. Il superamento di ogni prova è condizione necessaria per poter accedere alla prova successiva.

Per i posti di sostegno è prevista una prova scritta a carattere nazionale e una orale. Il superamento della prova è condizione necessaria perché sia valutata la prova successiva.

 

34. Se supero il concorso non collocandomi entro i posti messi a bando cosa succede?

Il superamento di tutte le prove concorsuali, attraverso il conseguimento dei punteggi minimi previsti (un punteggio che riportato in decimi sia almeno di 7), permetterà di risultare idoneo alla procedura e di conseguire l'abilitazione all'insegnamento per le medesime classi di concorso per le quali è stata espletata la proceduta.

 

35. Sono di ruolo e ho superato l’anno di prova, nel caso in cui dovessi risultare vincitore del concorso, devo  ripetere nuovamente l’anno di prova?

I docenti che abbiano già superato positivamente il periodo di formazione e di prova, a pieno titolo o con riserva, per il posto specifico, sono direttamente confermati in ruolo.

 

36. Sono abilitato all’estero, posso partecipare al concorso ordinario?

Si, solamente se entro i termini di presentazione della domanda di partecipazione al concorso è stata presentata la domanda di riconoscimento del titolo estero al ministero.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Precari della scuola Mon, 18 May 2020 15:18:43 +0000