Claudia Palladino

Claudia Palladino

Webinar gratuito per rispondere a tutte le Vostre domande sul concorso specializzazioni DOMANI (SABATO 26/9) alle ore 11.30.
Per partecipare alla riunione compila il SEGUENTE FORM e riceverai l’invito a mezzo mail. #ssm2020

SI PARLERA’ DELLE AZIONI RIGUARDANTI I PUNTEGGI DETRATTI AI CORSISTI SSM, L’ESCLUSIONE DEI CORSISTI MMG E COME TUTELARSI, OLTRE ALLE POSSIBILI AZIONI PER CANDIDATI CHE VERRANNO ESCLUSI PER PUNTEGGI NON SUFFICIENTI

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Una donna di 77 anni in buone condizioni generali giunge in Pronto Soccorso in seguito a caduta accidentale in casa. In figura viene mostrata la radiografia del bacino e delle anche della paziente.

Questo il testo della domanda n. 87 a cui segue l’immagine della radiografia.

Secondo il Ministero e la Commissione si tratta di una “frattura sottocapitata del femore sinistro” mentre a ben vedere l’immagine riporta una frattura destra.

Il caso relativo all’incongruenza tra il testo della domanda, l’immagine proposta e la soluzione non è affatto nuova per il test di ammissione alle scuole di specializzazione.

Al contrario è già occorsa appena due anni fa. Per primi (ed unici sul punto) abbiamo vinto al TAR con provvedimento confermato dal Consiglio di Stato ottenendo la condanna alle spese del Ministero e l’ammissione alla scuola dei nostri ricorrenti.

Vediamo come è andata.

Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sul ricorso presentato dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, ha accolto le censure mosse contro una delle domande erratamente posta all’interno del test di ammissione per le scuole di specializzazioni mediche del 2018

Dopo la vittoria al TAR Lazio, il MIUR ha presentato appello avverso la nostra precedente vittoria, ma l’esito non è mutato. Diversamente, anche i giudici di Palazzo Spada hanno confermato che il quesito è errato ed il ricorrente ammesso alla scuola.

Sin dalle prime valutazioni all’esito del test avevamo fatto notare che, tra i quesiti somministrati, ve ne era uno (n. 96 codice domanda 146604) a nostro modo di vedere errato ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio poteva agire individualmente. 

TAR e Consiglio di Stato hanno confermato il clamoroso errore nella formulazione della domanda.

Con il ricorso, difatti, si deduceva che l’errata formulazione della domanda ha reso illegittima la sua somministrazione, falsando il risultato della prova e pregiudicando il diritto all’ammissione presso la Scuola scelta. TAR e CONSIGLIO DI STATO, dunque, esaminate le tesi difensive dello Studio hanno “rilevato che la lesione lamentata da parte ricorrente va ascritta all’errata impostazione del quesito formulato mediante riproduzione del reperto radiografico per la denunciata inversione dell’impostazione grafica, errore emergente icto oculi”.

Il Consiglio di Stato, con ordinanza fortemente stringente ha affermato che “l’appello presentato dal Ministero non appare assistito da adeguato fumus boni iuris, avendo il primo giudice apprezzato correttamente in fatto ed in diritto la fattispecie in esame”. In tal modo, vengono confermate i rilievi già precedentemente avanzati.

Così, ritenendo fondate le richieste degli Avvocati Bonetti e Delia, il Consiglio di Stato ha confermato la misura cautelare disposta dal giudice di primo grado che aveva sospeso l’efficacia degli atti impugnati e disposto l’iscrizione del ricorrente con riserva al corso di specializzazione.

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Il T.A.R. Lazio, dopo le prime vittorie del 4 agosto, con provvedimento del 24 settembre 2020, in allegato al presente articolo, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e consentito di inserire anche i titoli in possesso ai fini del computo PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE ANCHE SE NON INSERITI IN DOMANDA.

Dopo le prime vittorie riguardante i frequentanti i corsi di Medicina generale il T.A.R. ha consentito di presentare i titoli in possesso anche ai soggetti ricorrenti che erano esclusi dalla Legge.

La nuova disciplina sulla valutazione dei titoli, difatti, è a nostro modo di vedere totalmente illegittima in quanto esclude dalla valutazione taluni titoli sol perchè in possesso di un candidato (già dipendenti del SSN, specializzandi e delle strutture accreditate) rispetto ad un altro. In tal senso la previsione è di Legge (16 luglio 2020, n. 76) ragion per cui abbiamo chiesto di sollevare questione di costituzionalità.

“Si tratta“, commenta l’Avvocato Michele Bonetti, founder dello Studio Bonetti & Delia che per primo ha ottenuto il provvedimento a livello nazionale per i concorrenti che avevano già espletato la prova ed avevano omesso di inserire i titoli in fase di domanda, “di un provvedimento assai importante che, pur se ancora emesso in fase cautelare, apre alla possibilità di un intervento normativo o di revisione regolamentare in corsa che eviti l’applicazione di una previsione barbara che mortifica il merito dei candidati e le legittime aspirazioni professionali e di sviluppo di carriera“.

E’ ancora possibile agire avverso tale previsione del bando sino al 27 settembre 2020 così da riuscire ad ottenere in tempo utile per la pubblicazione della graduatoria il provvedimento.

La questione dei titoli, difatti, va innanzi tutto impugnata nei termini con ricorso collettivo e successivamente potranno proporsi singoli ricorsi individuali valutando l’incidenza della decurazione dei punti sull’effettiva collocazione in graduatoria.

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Alle difficoltà e gli errori relativi alle convocazioni ed immissioni in ruolo per il corrente a.s. 2020/2021, ormai noti, si è aggiunta di recente la vicenda inerente alla nuova call veloce di cui al D.MI. 25/20.

Molti docenti, difatti, ci hanno riferito che, iscrittisi alla procedura per la “chiamata veloce” sulla base dei posti individuati dai singoli USP e confluiti nel portale ministeriale istanze online, non hanno poi avuto alcun riscontro da parte degli USR i quali affermavano la mancanza di posti residuati dalle immissioni in ruolo ordinarie.

La mancata pubblicazione delle graduatorie derivanti da tale iter, unitamente alle molte comunicazioni provenienti dagli Uffici Regionali che insistono sulla mancanza ab origine dei posti reperibili invece su istanze online, ha di fatto posto nel nulla la domanda formulata da centinaia di insegnanti.

Per tali ragioni, al fine di garantirVi la massima tutela nella caotica situazione odierna e al fine di chiarire gli accadimenti di cui sopra, il nostro Studio Legale ha predisposto un FAC-SIMILE di istanza di accesso agli atti che i docenti interessati (coloro i quali hanno partecipato alla procedura di call veloce per la quale non è stata effettuata alcuna assegnazione né pubblicata la graduatoria) possono scaricare in modo completamente gratuito, compilare ed inoltrare alle amministrazioni interessate (ovvero il Ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale di riferimento e l’Ufficio scolastico provinciale di pertinenza).

Per quanto concerne gli indirizzi degli USP e degli USR ogni singolo docente dovrà reperire quelli di riferimento per procedere con pec e/o raccomandata a.r.

Per quanto concerne, invece, l’istanza da inoltrare al M.I. potranno essere utilizzati gli indirizzi pec di seguito indicati Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e l’indirizzo ove spedire la raccomandata a.r. è M.I., Viale Trastevere n. 76/a, 00153 – Roma.

Se all’esito dell’istanza da Voi inoltrata emergesse una condotta illegittima da parte dell’amministrazione (ed esempio posti non assegnati tramite call veloce ma successivamente conferiti con contratto di supplenza) si potrà valutare di intraprendere un’azione legale presso le competenti sedi.

Il Consiglio di Stato prosegue nell’orientamento cautelare delineatosi in questi ultimi mesi accogliendo le richieste provvisorie dei diplomati magistrali di rimanere nelle GAE nell’attesa del merito del giudizio.
I nostri specifici appelli accolti concernono in modo peculiare l’aspetto dei ricorrenti, anche di ruolo, senza riserva su cui è necessario un approfondimento anche in considerazione del comportamento di plurimi uffici scolastici che non stanno consentendo loro neppure di ottenere incarichi di supplenza dalle GPS.
Il Consiglio di Stato rileva, prendendo atto della documentazione riportata dai nostri ricorrenti e dei licenziamenti loro intimati, che la sentenza di I grado fosse idonea a procurare un grave ed irreparabile pregiudizio in capo agli appellanti, alcuni dei quali già destinatari di atti di decadenza o di risoluzione contrattuale.
La giurisprudenza del Consiglio di Stato è di natura cautelare e si inscrive nel solco di plurime pronunce sul periculum in mora dello studio legale Bonetti & Delia (vedasi ordinanza n. 4618/2020 ed ordinanza n. 3113/2020, info reperibili al seguente link).
Sempre su tale profilo in data 14 settembre 2020 il Consiglio di Stato, sulla problematica delle ammissioni in GAE senza riserva della categoria degli insegnanti abilitati PAS, aveva già espresso analoga posizione (ordinanza n. 5413/2020, info reperibili al seguente link).
Si tratta di una pronuncia saggia che si inscrive nel solco di un filone giurisprudenziale cautelare responsabile”, a pronunciarsi è l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio Bonetti & Delia.
Tra i ricorrenti vi è gente di ruolo da oltre 5 anni e dalla perdita del posto di lavoro subirebbe degli effetti devastanti.
Trattasi degli ultimi ricorrenti, che in molti casi non hanno potuto neanche partecipare al concorso straordinario e, per ironia della sorte e sfortuna, non sono stati ricompresi nelle otto sentenze passate in giudicato non oggetto di revocazione da parte del Ministero dell’Istruzione. Ciò ha determinato, a seguito delle due sopravvenute Adunanze Plenarie, un’ingiusta disparità di trattamento tra chi ha avuto la fortuna di essere calendarizzato per primo e che dunque ha avuto una stabilizzazione, e chi invece dopo anni ed anni di precariato alle spalle si trova sempre a lottare”.

Con l’ordinanza n. 5413 del 14.09.20 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello degli insegnanti c.d. PAS patrocinato dallo studio legale “Bonetti & Delia”, sospendendo provvisoriamente la sentenza negativa del T.A.R. che escludeva gli stessi dalle GAE con conseguente risoluzione anche dei contratti a tempo indeterminato e determinato nelle more sottoscritti.

Il provvedimento del giudice d’appello, quindi, confermando il decreto monocratico emesso lo scorso agosto, dispone la permanenza in ruolo dei ricorrenti quantomeno fino al febbraio 2021, data in cui è calendarizzata l’udienza di merito, e contestualmente ordina al Ministero dell’Istruzione di depositare una dettagliata e documentata relazione atta ad individuare la posizione contrattuale degli appellanti.

Trattasi di precari storici della scuola, inseriti in GAE a seguito della sospensiva del TAR e successivamente immessi in ruolo o con contratto senza clausola risolutiva espressa.

L’arresto, facendo propria la tesi dei legali degli appellanti, si sofferma sul danno grave ed irreparabile patito dai precari; alla revoca dei ruoli, difatti, si affiancava l’impossibilità dei ricorrenti di iscriversi nelle graduatorie per i contratti di supplenza (GPS), con la conseguenza che essi sarebbero stati esclusi da qualunque convocazione.

Il provvedimento cautelare è la conferma di un orientamento del giudice d’appello che sta lentamente emergendo, si aggiunge difatti ad altre ordinanze del medesimo Consiglio di Stato, tra cui la n. 3113/2020, di segno maggiormente inclusivo e garantista nei riguardi di quelle categorie di docenti che per anni hanno insegnato attraverso le GAE, consolidando la propria professione di docenti, ed oggi potrebbero esserne esclusi.

Nel caso in esame trattasi peraltro di una categoria del tutto peculiare, i c.d. PAS, inesorabilmente investiti delle conseguenze promananti dalla decisione sfavorevole dell’Adunanza Plenaria sul diploma magistrale e sulle GAE. Tale pronuncia non potrà non determinare aperture sulla vicenda del diploma magistrale.

Arrivano sempre maggiori conferme in merito al prossimo corso di formazione per Allievi Agenti della Polizia, di cui avevano già anticipato la ormai imminente partenza nel precedente comunicato.

Stando alle ultime notizie, la partenza sarà prevista per il mese di gennaio 2021.

Come già rappresentato, a tale corso parteciperanno ovviamente i nostri ricorrenti risultati idonei alle prove, a cui erano stati ammessi grazie all’accoglimento dei nostri contenziosi da parte del TAR e del Consiglio di Stato, ma anche tutti i ricorrenti che risulteranno idonei all’esito delle prove ancora da svolgere (ossia i ricorrenti del c.d. “secondo scorrimento” e coloro che avevano aderito al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica).

Tali ultimi ricorrenti dovrebbero essere convocati prima dell’avvio del corso, verosimilmente a partire dal mese di ottobre, per consentire la partenza al medesimo percorso di formazione.

La scelta dell’Amministrazione di avviare tutti i ricorrenti allo stesso corso, al fine di predisporre una graduatoria unica al termine, determinerà, dunque, l’avvio del corso probabilmente non prima del prossimo gennaio 2021, in modo tale da consentire lo svolgimento di tutte le prove psicofisiche ai soggetti che ancora non sono risultati idonei. L’assegnazione di tutti gli interessati allo stesso corso consentirà altresì alla PA di evitare discriminazioni tra soggetti aventi la stessa decorrenza giuridica.

Finalmente dopo una lunga battaglia giudiziaria, tutti gli idonei a breve potranno realizzare il proprio sogno di entrare a far parte della Polizia di Stato; – commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia, vincitore di plurimi giudizi al TAR e al Consiglio di Stato – siamo orgogliosi di quanto fatto a tutela di questi giovani illegittimamente esclusi da un concorso in cui avevano dimostrato di essere ampiamente meritevoli e per cui si sono duramente preparati. Continueremo in ogni caso a monitorare l’operato dell’Amministrazione che ora deve, senza ulteriori indugi, convocare alle prove tutti i ricorrenti in possesso di un provvedimento giurisdizionale favorevole e che, ad oggi, non sono stati ancora chiamati.

Il Ministero dell’Istruzione con il Decreto Ministeriale n. 40 del 27 giugno 2020 ha disposto che, a seguito dell’ultimo concorso i docenti dovranno presentare istanza di inserimento “nella fascia aggiuntiva delle graduatorie di merito, anche in una regione diversa da quella di pertinenza della graduatoria o dell’elenco aggiuntivo di origine, per la medesima classe di concorso o tipologia di posto rispetto alla graduatoria in cui sono inseriti, i soggetti che, all’atto di emanazione del presente decreto collocati nelle graduatorie di merito e negli elenchi aggiuntivi dei concorsi, per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento di personale docente per i posti comuni della scuola dell’infanzia e primaria, banditi con i decreti del Direttore generale del personale scolastico n. 105, 106 e 107 del 2016”. Tuttavia, solo il 10% dei candidati idonei potrà esser assunto a tempo indeterminato, mentre coloro che pur avendo superato il concorso non rientrano nella predetta percentuale rimarranno definitivamente esclusi dalla possibilità di ottenere il ruolo.

Da tale preclusione emergono vari profili di illegittimità in quanto vi è una assimilazione tra la posizione dei candidati che non hanno superato il concorso, risultando inidonei, e coloro che pur essendo risultati idonei non rientrano in detta percentuale.

Inoltre, sulla questione attinente gli idonei da concorso la Giustizia Amministrativa si è da tempo orientata considerando l’utilizzo del personale già selezionato, una pratica meno gravosa anche dal punto di vista dell’economicità, efficacia ed efficienza dell’operato dell’Amministrazione, per il MI rispetto all’indizione di una nuova procedura concorsuale.

Pertanto proponiamo un’azione volta alla tutela della posizione degli idonei alla procedura concorsuale, al fine dello scorrimento della graduatoria, sino all’assunzione di questi fino alla copertura dei posti rimasti vacanti.

COSTI DELL’AZIONE

Il costo del ricorso collettivo ha un costo di euro 150,00 per il singolo grado di giudizio (sono esclusi i motivi aggiunti ad oggi non previsti).

Non riteniamo che vi saranno problemi per il raggiungimento del numero minimo di partecipanti alle azioni. In ogni caso, per le categorie più particolari, è fissato il tetto minimo di 20 ricorrenti.

Si specifica che, trattandosi di un’adesione avvenuta direttamente con il nostro studio legale sul nostro compenso non vi saranno costi aggiuntivi di tessere e/o trattenute sindacali.

Si sottolinea pertanto che il ricorrente avrà contatto solo con lo studio legale, senza alcuna indicazione che esuli dalla propria sfera di competenza giuridica e tecnica.

Precisiamo infine che, in caso di rinuncia o revoca del mandato, i prezzi pattuiti rimarranno gli stessi e che non si procederà alla richiesta di ulteriori parcelle, come spesso accade per altre strutture che, al fine di tenere vincolati a sé i ricorrenti, accompagnano alla revoca del mandato esose ed ulteriori richieste di pagamento ulteriori.

MODALITA’ DI ADESIONE 

TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DOVRA’ PERVENIRE PRESSO LO STUDIO ENTRO IL 23 SETTEMBRE 2020.

In seguito vi sarà la possibilità di esperire esclusivamente ricorsi individuali.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono:

  1. Scaricare la procura rimessa in allegato.
  2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.
  3. Procedere al pagamento della quota di partecipazione all’azione - di euro 150,00  per il ricorso collettivo attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse di seguito.
  4. Stampare e sottoscrivere l’informativa e l'autocertificazione.
  5. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:
  • informativa e autocertificazione sottoscritta in originale. Attenzione ove possibile è sempre preferibile accompagnare l’autocertificazione con la documentazione relativa al superamento del concorso, al punteggio conseguito, ecc.;
  • due procure in originale e sottoscritte;
  • copia del documento di identità e del codice fiscale;
  • copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “RICORSO VOLTO ALLO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DI MERITO PER GLI IDONEI DEL CONCORSO 2016”. Sulla busta deve essere apposta la scritta “RICORSO VOLTO ALLO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DI MERITO PER GLI IDONEI DEL CONCORSO 2016” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

Eccezionalmente, considerando il particolare momento che sta attraversando il Paese e le restrizioni imposte dai Decreti Legge per l’emergenza COVID-19, potrete inoltrare la documentazione solo a mezzo e-mail e spedire la documentazione in originale in un secondo momento a mezzo raccomandata a.r.

  1.  Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., indicando i propri dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale), il proprio numero di telefono e indirizzo e-mail ed inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “RICORSO VOLTO ALLO SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DI MERITO PER GLI IDONEI DEL CONCORSO 2016”.
  2.  Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa):

Si invita a prestare particolare attenzione nell'inserimento dei dati nel FORM online con l'avvertimento che le comunicazioni da parte dello studio avverranno a mezzo e-mail all'indirizzo indicato al momento della compilazione del FORM. Per tale ragione Vi invitiamo a indicare esclusivamente indirizzi e-mail e non indirizzi pec.

PRECISAZIONE

Ciò che assicuriamo a tutti Voi è la massima professionalità, attenzione e un curriculum vitae nel settore contraddistinto da ripetuti successi. Da sempre abbiamo fatto da apripista nella storia dei ricorsi sulla scuola e riteniamo che ciò che ci ha sempre contraddistinto sia la serietà, la competenza e la nostra indipendenza dimostrata negli anni.

L’unico obiettivo perseguito dallo studio legale è quello della piena tutela dei propri ricorrenti.

AVVERTENZE

Il cliente è invitato espressamente alla partecipazione alle riunioni pubbliche on-line che lo studio organizza nonché alla consultazione del sito internet www.avvocatomichelebonetti.it al fine di una corretta informazione sull'azione. I ricorrenti dovranno altresì leggere sempre con attenzione l'e-mail collettive inoltrate dallo studio legale.

Si precisa che per legge non saranno riportate nel ricorso, a pena di inammissibilità, specificazioni delle posizioni individuali, nel caso in cui si proceda con un ricorso di natura collettiva che non comprende consulenze individuali.

La carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo raccomandata a/r con l’invio tramite e-mail o pec. 

Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che a mezzo e-mail anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione in originale. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

Non è ammesso inserire in una solo busta la documentazione di più ricorrenti.

Questo studio declina ogni responsabilità in merito all’eventuale mancato inserimento nel ricorso qualora la documentazione non dovesse giungere entro i termini stabiliti o nel caso in cui non siano rispettate le procedure previste nella presente informativa, riservandosi, anche in ipotesi di correttezza della procedura seguita, l’accettazione dei vostri mandati che verrà comunicata esclusivamente via e-mail.

Precisiamo che solo il corretto perfezionamento delle tre procedure (1. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 2. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso in originale a mezzo raccomandata a.r. all’indirizzo Avv. Michele Bonetti via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 – Roma. Il perfezionamento della consegna della busta sarà visionabile tramite il servizio “dove/quando” messo a disposizione da Poste Italiane al link https://www.poste.it/cerca/ 3. Compilazione del form on-line. Si chiede di prestare particolare attenzione nella compilazione del form on-line precisando che qualunque errore, che sarà eventualmente successivamente riscontrato, dovuto a disattenzione nella compilazione sarà solo a Voi attribuibile) sarà ritenuto idoneo a perfezionare l'adesione al ricorso.

Il T.A.R. Lazio, con provvedimento del 14 settembre 2020, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e consentito la partecipazione al concorso ai corsisti di MMG.

Si tratta della prima vittoria in sede collegiale (n. 5872/20) riguardante i medici frequentanti i corsi di Medicina generale che non avrebbero potuto partecipare al concorso.

Il nuovo concorso, che si celebrerà il 22 settembre, prima ancora di essere celebrato, ha già subito la scure del T.A.R.

Ma perchè tale preclusione?

La fonte è da rintracciare nel nuovo Regolamento (di luglio 2020) per l’accesso alle Scuole di Specializzazione che, rispolverando un comma di una Legge finanziaria vecchia di 19 anni, escludeva dalla partecipazione ai prossimi concorsi per l’accesso alle specializzazioni mediche, appunto, i corsisti di medicina generale.

Chi è iscritto al corso di formazione triennale di Medicina generale, senza tale vittoria che al momento è riservata ai soli ricorrenti vittoriosi, non potrà, dunque, come avveniva in passato, partecipare alla prova e, solo in caso di ammissione, valutare se abbandonare definitivamente il corso seguito di MMG per optare per quello di SSM, ma dovrà rinunciarvi preventivamente, con il rischio di perdere quanto sin’ora fatto a MMG e di non ottenere l’auspicato accesso.

“Si tratta“, commenta l’Avvocato Santi Delia, founder dello Studio Bonetti & Delia che per primo ha ottenuto il provvedimento a livello nazionale per i corsisti di anni successivi al primo, “di un provvedimento assai importante che, pur se ancora emesso in fase cautelare, apre alla possibilità di un intervento normativo o di revisione regolamentare in corsa che eviti l’applicazione di una previsione barbara che mortifica il merito dei candidati e le legittime aspirazioni professionali e di sviluppo di carriera”.

E’ ancora possibile agire avverso tale previsione del bando entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando.

La questione dei titoli, difatti, va innanzi tutto impugnata nei termini con ricorso collettivo e successivamente potranno proporsi singoli ricorsi individuali valutando l’incidenza della decurazione dei punti sull’effettiva collocazione in graduatoria.

Per aderire ai ricorsi  collettivi ed individuali clicca QUI 

Per ulteriori informazioni scrivi a info@avvocatomichelebonetti.it

Fonti sindacali riportano che il prossimo corso di formazione per Allievi Agenti della Polizia di Stato partirà entro la fine del mese di dicembre 2020 o, al più tardi, all’inizio del mese di gennaio 2021.

A tale corso parteciperanno ovviamente i nostri ricorrenti risultati idonei alle prove, a cui erano stati ammessi grazie all’accoglimento dei nostri contenziosi da parte del TAR e del Consiglio di Stato, ma anche tutti i ricorrenti che risulteranno idonei all’esito delle prove ancora da svolgere (ossia i ricorrenti del c.d. “secondo scorrimento” e coloro che avevano aderito al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica).

Difatti, sempre secondo fonti sindacali, tali ultimi ricorrenti dovrebbero essere convocati prima dell’avvio del corso, verosimilmente a partire dal mese di ottobre, per consentire la partenza al medesimo percorso di formazione.

Si è, dunque, in prossimità di un ulteriore passaggio importante in questa vicenda, iniziata a febbraio 2019 a causa di una novella legislativa illegittima, a cui sono seguite numerose pronunce favorevoli ai ricorrenti del Giudice Amministrativo nonché la recente sanatoria legale contenuta all’interno del “Decreto Rilancio”.

Finalmente dopo una lunga battaglia giudiziaria, tutti gli idonei a breve potranno realizzare il proprio sogno di entrare a far parte della Polizia di Stato; – commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia, vincitore di plurimi giudizi al TAR e al Consiglio di Stato – siamo orgogliosi di quanto fatto a tutela di questi giovani illegittimamente esclusi da un concorso in cui avevano dimostrato di essere ampiamente meritevoli e per cui si sono duramente preparati. Continueremo in ogni caso a monitorare l’operato dell’Amministrazione che ora deve, senza ulteriori indugi, convocare alle prove tutti i ricorrenti in possesso di un provvedimento giurisdizionale favorevole e che, ad oggi, non sono stati ancora chiamati.

#1851allieviagenti #PoliziadiStato #rimessioneallaCorteCostituzionale #AnipItaliaSicura

Con l’ordinanza pubblicata in data 9 settembre 2020 il TAR del Lazio si è pronunciato sulla vicenda riguardante il riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno da parte di una ricorrente abilitata.
Alla ricorrente era stato negato il riconoscimento del titolo di specializzazione conseguito all’estero (precisamente in Spagna) adducendo quale motivazione da parte del Ministero che la richiedente avrebbe dovuto dimostrare di essere abilitata all’insegnamento in Spagna per poter richiedere il riconoscimento di tale titolo in Italia.
Ebbene, il provvedimento del G.A. in commento, in conformità alle doglianze proposte dal nostro studio legale, ha accolto il ricorso rigettando la tesi dell’Amministrazione che aveva emanato il diniego sulla base dell’assenza dell’attestato di competenza (c.d. Acreditation).
Il provvedimento, dunque, condivide la fondatezza delle argomentazioni e delle eccezioni sollevate in ricorso ove si censurava l’illegittimità del diniego opposto dalla P.A.
L’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio Bonetti - Delia, dichiara: “La nostra ricorrente, in virtù del provvedimento ottenuto potrà dunque vedersi finalmente riconosciuto, anche sul territorio italiano, il proprio titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna. Porteremo avanti ulteriori azioni volte a tutelare le posizioni dei soggetti che si sono visti negare il riconoscimento del titolo di specializzazione conseguito in Spagna alla luce di questi importanti principi emersi nel giusto provvedimento del Tar del Lazio che segue una giurisprudenza corretta nel riconoscimento dei titoli acquisiti nei Paesi dell’Unione Europea”.

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