Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il Consiglio di Stato, aderendo alle tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia– names founder di Bonetti & Delia – ha respinto gli appelli del Ministero, limitandosi a sollecitare il TAR del Lazio alla fissazione dell’udienza per valutare la questione di costituzionalità avverso le due norme che impediscono ai corsisti di Medicina generale di partecipare ed ad alcune categorie di soggetti (come chi è già iscritto in una diversa scuola) di fruire dei punti titoli in graduatoria.

Infatti il Consiglio di Stato “in riforma dell’ordinanza impugnata, respinge la misura cautelare richiesta” dal Ministero e dispone comunque la sollecita definizione del giudizio nel merito. Quindi la partecipazione dei ricorrenti verrà concessa a nostro avviso in via cautelare.

Il Ministero aveva chiesto la riforma delle ordinanze del T.A.R. Lazio che:

a) avevano consentito la partecipazione al concorso dei corsisti di Medicina generale derogando all’art. 19, comma 12, della legge finanziaria 28 dicembre 2001, n. 448 di cui “la clausola del bando impugnata è attuativa”.

b) avevano consentito l’attribuzione dei punti del curriculum a tutti i partecipanti alla selezione a prescindere derogando dalla previsione dell’art. 19, comma 5, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, che innovativamente aveva escluso tali punti titoli in favore dei partecipanti già frequentanti altre scuole di specializzazione o in possesso di altre peculiari posizioni.

Il Consiglio di Stato ha respinto tali richieste ritenendo che “nelle more della necessaria verifica in sede di merito dei profili di dedotta incostituzionalità della disposizione richiamata, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, assume rilievo preminente la necessità di garantire allo stato la prosecuzione della procedura in questione nelle sue diverse e articolate fasi e favorire l’ampliamento della platea dei soggetti che aspirano a specializzarsi per la prima volta”.

Il Consiglio di Stato, dunque, testualmente, “in riforma dell’ordinanza impugnata, respinta la misura cautelare richiesta”, si è comunque limitato a disporre “la sollecita definizione del giudizio nel merito (art. 55, comma 10, c.p.a.), in ragione dell’impatto sulle diverse situazioni soggettive e del carattere seriale del contenzioso”.

Analoga decisione interviene riguardo alle decisioni del T.A.R. di attribuire i punteggi titoli ai soggetti esclusi dall’art. 19, comma 5, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76. Anche in tal caso, nelle more che il T.A.R. del Lazio valuti di sollevare questione di costituzionalità sulla norma, tali punti vanno a nostro avviso attribuiti ai ricorrenti.

Ora il Ministero è obbligato a pubblicare immediatamente la graduatoria” - commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – “I medici hanno già atteso troppo tempo e nessuno in questo contenzioso deve perdere di vista il punto focale della vicenda. Tutti hanno diritto a studiare, formarsi e specializzarsi. La già discutibile programmazione non ha più un minimo senso se non si giunge poi al termine del percorso formativo, dopo che il numero dei medici è stato determinato al momento dell’accesso dei corsi di laurea alla luce delle necessità del fabbisogno sociale e produttivo del nostro Paese. Urge un provvedimento politico per non dividere la categoria e, per non mettere gli uni contro gli altri, vanno necessariamente ampliati i posti superando anche il numero di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda ed effettivamente interessati. Difatti, non tutti col punteggio attribuito ottengono un posto nella specializzazione ambita ed altri semplicemente migliorano la loro posizione senza privare nessuno della borsa. Quindi complessivamente stiamo parlando di numeri esigui e solo un’ammissione sovrannumeraria di questi casi può sanare la regolarità del concorso.

Bisogna battersi per una formazione per tutti superando anche le barriere ideologiche della remunerazione degli specializzandi, valutando di far partecipare alle specializzazioni mediche e ai corsi di medicina generale senza borsa tutti i medici che non hanno superato il concorso, eliminando sin da subito ogni forma di incompatibilità lavorativa e dando la possibilità di concorrere l’anno successivo per l’attribuzione della borsa e la conseguente remunerazione”.

In altre ordinanze, non di questa difesa, invece, il Consiglio di Stato, pur a fronte di analoga motivazione, ha “accolto l’istanza cautelare di primo grado ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito”, con dispositivo dunque diverso dalle ordinanze ottenute dal nostro studio. Dunque, non si può escludere una diversa interpretazione da parte del Ministero che, in tal caso, qualora intendesse discostarsi dalla nostra tesi, dovrebbe chiedere un chiarimento ad opera del Consiglio di Stato.

In merito alle modifiche normative effettuate dal bando per i test dell’a.a. 2020/2021 sulla mancata conferma di interesse, si ribadisce come un semplice click da richiedere periodicamente per mesi e mesi, se non per un anno o più, non possa essere ostativo di un diritto costituzionale quale il diritto allo studio.

Pertanto, per tutti i candidati prossimi alla chiamata con scorrimenti, o che saranno o sarebbero stati chiamati per accedere all’Università, e che invece non verranno chiamati per l’omessa conferma di interesse, lo Studio Legale Bonetti&Delia presta assistenza con ricorsi al TAR o con specifici motivi aggiunti, facendo valere profili di illegittimità formale di tale procedura, nonché, se del caso, anche sostanziale.

Per visionare il nostro precedente sul punto del Consiglio di Stato rimandiamo alla notizia del sito a questo link.

Per maggiori informazioni potete scrivere all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o contattare lo Studio per valutare un appuntamento anche in modalità telematica.

Si tratta di un tema, questo del diritto d’accesso nell’ambito dei pubblici appalti, che da tempo impegna dottrina e giurisprudenza nella ricerca di un corretto equilibrio tra diritto alla riservatezza dei propri know how industriali ed organizzativi e possibilità di difesa giudiziale.

Da un lato il “diritto d’accesso agli atti” a sua volta legato a doppio giro al “diritto di difesa”, peraltro valore costituzionalmente garantito, che saremmo portati dunque a considerare preminente – rispetto alla “tutela dei segreti tecnici e commerciali nell’ambito dei pubblici appalti”, che fungono da contrappeso in questo immaginario braccio di ferro.

Fatta questa premessa, rispetto alla pronuncia oggi in commento, viene in rilievo in modo particolare il tema spinoso dei limiti all’esercizio del diritto d’accesso, che il legislatore ha affrontato, quanto alla specifica materia degli appalti pubblici”, all’interno dell’art.53 comma 5. Letta a) del D. Lgs. n. 50/2016. “Fatta salva”, dice la norma “la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, sono esclusi il diritto di accesso e ogni forma di divulgazione in relazione a) alle informazioni fornite nell’ambito dell’offerta o a giustificazione della medesima che costituiscano, secondo motivata e comprovata dichiarazione dell’offerente, segreti tecnici o commerciali”.

Siffatta previsione costituisce l’esatto equivalente, in via speculare, dell’art. 24 della Legge 241/90 che al comma 6, lett. d), individua tra le ipotesi in cui è possibile escludere l’accesso ai documenti, quella in cui: “….i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorché i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono”.

Tornando al codice degli appalti pubblici, il succitato art. 53, comma 6, a chiusura, posto peraltro (se vogliamo) a presidio dell’inviolabilità del diritto di difesa, prescrive che: “In relazione all’ipotesi di cui al comma 5, lettera a), è consentito l’accesso al concorrente ai fini della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto”.

Il TAR LAZIO, aderendo alla tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – founders di Michele Bonetti & Delia – ha respinto la richiesta d’accesso presentata da una Società partecipante all’appalto, ad ottenere la documentazione “riservata” dell’aggiudicataria.

Trattandosi proprio di un’ipotesi in cui, l’accesso avrebbe determinato la trasmissione di dati da cui potevano facilmente emergere, “segreti tecnici e commerciali” afferenti al cd. know how aziendale, a tutto discapito del libero gioco della concorrenza.  Si trattava, di fatto, nel caso di specie, come sottolineato dalla stessa pronuncia, di “dati sensibili e riservati oltre a segreti commerciali quali ad esempio i costi sostenuti per le prestazioni dei servizi richiesti nel bando ed i prezzi praticati ai liberi professionisti [individuati dall’aggiudicataria], che possono essere impegnati in attività anche con la ricorrente”.

Per noi è una delle battaglie più sentite. Abbattere il numero chiuso a Veterinaria che, sulla base di logiche totalmente distanti dalle effettive possibilità di studio che possono offrire gli Atenei, nega da un decennio a migliaia di studenti di scegliere la propria via. Una situazione simile a quella che si verifica a Odontoiatria che l’Agcm ha duramente stigmatizzato, ma che sin’ora era rimasta in piedi.

Oggi, per la prima volta nella storia, il TAR del Lazio, accogliendo il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, name founder di Bonetti & Delia, dichiara illegittima la programmazione di un corso di laurea a numero chiuso annullando definitivamente il Decreto Ministeriale e ammettendo i nostri ricorrenti. Mentre su Medicina è stata accolta, integralmente, l’offerta degli Atenei, su Veterinaria no.

Il T.A.R., in tal senso, avea chiesto al Ministero di spiegare “le ragioni che hanno indotto a bandire un numero di posti inferiore rispetto all’offerta formativa messa complessivamente a disposizione dagli Atenei italiani” soprattutto in un corso di laurea ad altissimo tasso di rinunce all’esito del test. Veterinaria, difatti, a differenza di Medicina, vede uno scorrimento colmo di rinunce e decadenze giacchè sono centinaia i candidati che, pur collocandosi in posizione utile, alla fine decidono di non iscriversi.

In sede di merito ha ritenuto fondato il vizio evindenziando “che nel D.M. di programmazione si ammette che l’offerta formativa deliberata dagli Atenei – con espresso riferimento ai parametri di cui all’articolo 3, comma 2, lettere a), b), c) della legge 2 agosto 1999, n.264 per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in veterinaria – è pari a 890 posti, pur essendosene messi a concorso, tuttavia, solo 759“, ha accolto le nostre tesi ed ammettendo i nostri ricorrenti all’Università di MESSINA.

L’Ateneo Siciliano, unica sede del corso di laurea tra Sicilia e Calabria, in particolare, nonostante avesse offerto la disponibilità ad una formazione superiore, veniva resa destinataria di soli 40 posti che, difatti, a conferma della bontà della decisione del T.A.R. Lazio, sono stati ora aumentati.

Dal Tar Palermo (Pres. Ferlisi, est. Zafarana) arriva l’ordinanza cautelare che, in accoglimento alle censure mosse dallo Studio Legale Bonetti & Delia, ha sospeso la procedura di mobilità riservata ai medici di assistenza primaria con riferimento agli “ambiti carenti di assistenza Primaria anno 2020”.

In particolare, tale procedura bandiva le zone carenti dislocate nella Regione Sicilia da assegnare ai cd. Medici di Assistenza Primaria, sulla base dell’anzianità maturata dai candidati alle dipendenze della Regione Sicilia (o di altra Regione), nel corso della propria carriera professionale.

L’Assessorato regionale, interpretando erroneamente il dettato dell’accordo collettivo nazionale, ha escluso tutti i partecipanti che non avevano maturato un’anzianità almeno biennale nell’ultima sede siciliana di provenienza, falsando così le successive attribuzioni degli incarichi attuati con tali illegittime modalità.

A differenza di quanto ritenuto dall’Assessorato, chiariscono gli Avv.ti Bonetti e Delia, l’Accordo Collettivo Nazionale, con le recenti modifiche apportate, non impone affatto tale requisito biennale di anzianità specifico, essendo sufficiente l’iscrizione “da almeno due anni in un elenco della Regione che pubblica l’avviso”. Alla procedura, dunque, a differenza di quanto aveva erroneamente ritenuto l’Assessorato, ben potevano partecipare anche i medici con un servizio in Sicilia da almeno due anni senza che fosse necessario essere iscritti da almeno due anni nell’elenco di provenienza.

Si è trattato, in particolare, di una modifica resa dalla contrattazione nazionale, risultata necessaria al fine di evitare che un medico iscritto negli elenchi della Regione da soli due anni che abbia prestato servizio per tali primi due anni sempre presso il medesimo ambito, possa essere preferito ad altro candidato che, magari, è iscritto negli elenchi della Regione da 20 anni ma si trovi da meno di due anni nell’ultimo ambito di titolarità.

Secondo il T.A.R. “il ricorso assistito da sufficiente fumus boni iuris in relazione alla censura con cui parte ricorrente, lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 34, come modificato dall’art. 5 dell’A.C.N. del 21 giugno 2018″ avendo la Regione obliterato le modifiche “che appaiono sostanziali (e non meramente terminologiche), apportate con il nuovo A.C.N. in data 21 giugno 2018″.

Il T.A.R. ha inoltre ordinato di coinvolgere in giudizio tutti i medici facenti parte della procedura proprio per la portata generale e complessiva della decisione e dei suoi effetti sulla rete di assistenza regionale.

È stata pubblicata oggi, 13 ottobre 2020, la sentenza che segna la chiusura dell’annoso contenzioso incardinato dinanzi al G.A. nell’ambito del concorso per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici, e che rigetta definitivamente l’appello del Ministero.

La questione traeva origine dall’illegittima esclusione di alcuni candidati dalla graduatoria di merito del concorso a Dirigenti Scolastici, bandito con D.D. adottato in data 13 luglio 2011, e pubblicata dall’USR per la Campania.

L’azione si è conclusa con la sentenza del Consiglio di Stato che, pronunciandosi definitivamente sui motivi dedotti in appello, ha dato ragione agli aspiranti dirigenti scolastici che ora potranno essere inseriti nelle relative graduatorie in base al proprio punteggio conseguito nelle prove concorsuali e assumere i relativi incarichi.

È una sentenza che affronta in maniera pragmatica il problema della carenza di Dirigenti Scolastici contestualmente all’inadeguata pianificazione delle fasi e delle prove concorsuali” commenta l’Avv. Michele Bonetti, fondatore dello Studio Legale Bonetti & Delia “il Ministero da sempre dimostra di mettere in campo strumenti da un lato insufficienti in punto di programmazione e dall’altro abnormi in punto di valutazione delle competenze professionali richieste ai candidati che, spesso, occupano già le posizioni a cui ambiscono ma da precari, ad esempio con le c.d. reggenze, come nel caso di specie. Ora – continua l’Avv. Bonetti – l’obiettivo è quello di acclarare giudizialmente le numerose illegittimità verificatesi anche nel concorso per i Dirigenti Scolastici bandito nel 2018 e su cui si attende la pronuncia del Consiglio di Stato sulla sentenza di annullamento del TAR”.

La decisione del Collegio ha tenuto conto anche dell’esigenza di consentire la copertura di tutti i posti necessari a colmare le effettive vacanze, stante anche l’acclarata professionalità (non contesta in giudizio) dei candidati che hanno portato a termine, superandole, tutte le prove concorsuali.

Con due nostre recentissime sentenze pronunciate in sede giurisdizionale, i Giudici di Palazzo Spada hanno accolto gli appelli sul riconoscimento in Italia del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito in Romania.
“Naturalmente - commenta l’avv. Michele Bonetti all’indomani della pronuncia – l’auspicio è che ora, il Ministero, possa definire in via di autotutela tutte le procedure ancora pendenti, e sanare la posizione di coloro i quali si sono visti illegittimamente rigettare la propria istanza di riconoscimento in Italia, dell’abilitazione all’insegnamento conseguita in altro paese UE”.
Dopo il rigetto in primo grado disposto dal T.A.R., cui i ricorrenti si erano rivolti per l’annullamento del provvedimento di diniego all’istanza di riconoscimento del titolo estero, le tesi difensive degli avvocati Bonetti e Delia hanno finalmente trovato riscontro nella giurisprudenza del massimo organo della Giustizia Amministrativa, sconfessando gli assunti posti dal Ministero a fondamento dell’originario diniego.
A seguito di un minuzioso esame delle doglianze sollevate dai ricorrenti nonchè della documentazione versata in atti, il Supremo consesso ha affermato che :”Il Ministero intimato argomenta la propria decisione sul presupposto che l’attestato/certificato di conseguimento della formazione psicopedagogica in possesso dell’odierno appellante non sia sufficiente per esercitare la professione di insegnante e comunque che la formazione svolta dai cittadini italiani non sia riconosciuta dalle competenti autorità rumene.
Trattasi di presupposto contrastante con la documentazione in atti. (… ). Pertanto, come fondatamente censurato nell’atto di appello, l’atto di diniego opposto dal Ministero risulta inficiato da un difetto di istruttoria, idoneo a determinarne l’annullamento”.
La sentenza in commento, dunque, dopo aver rilevato l’infondatezza della difesa erariale, prosegue sottolineando come il Ministero avrebbe negato in capo alle appellanti i requisiti di legittimazione al riconoscimento dei titoli per l’esercizio della professione di docente, ai sensi della Direttiva 2013/55/UE, basandosi su un presupposto – disconoscimento ai fini dell’insegnamento, nell’ambito dell’ordinamento rumeno, della formazione svolta da cittadini in possesso di diploma di laurea conseguito in Italia – che non soltanto non risultava positivamente dimostrato dalla documentazione acquisita al giudizio, ma che altresì: “(…) si manifesta anche confliggente con quanto attestato dalle stesse autorità rumene, secondo cui deve riconoscersi il diritto di insegnare in Romania a livello di istruzione preuniversitaria in capo a coloro che, come la ricorrente, sia titolare di diploma di laurea/master conseguito all’estero e riconosciuto in Romania, abbiano frequentato e superato appositi corsi di formazione psicopedagogica, complementari al diploma”.
Si tratta dunque di due importantissime pronunce che intervengono sul dibattuto tema del riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito in Romania, facendo definitiva chiarezza.

Lunedì, 12 Ottobre 2020 09:17

NUOVE RIUNIONI ONLINE PER IL NUMERO CHIUSO

Venerdì  16 ottobre dalle ore 18.30 alle ore 20.00 avrà luogo nuova riunione a mezzo della piattaforma telematica Microsoft Teams relativa ai ricorsi proposti dallo Studio Legale sui test per le facoltà a numero chiuso del presente anno.

La riunione è rivolta a tutti coloro i quali siano interessati alla proposizione del ricorso e verranno analizzate e trattate tutte le sottese questioni nonchè tutte le azioni che patrocineremo per il corrente anno accademico 2020/2021.

Ricordiamo che è già on line l’informativa contenente le istruzioni per effettuare l’adesione ai ricorsi 

http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/2219-aperte-le-adesioni-ai-ricorsi-collettivi-e-individuali-per-il-numero-chiuso-a-a-2020-2021-medicina-e-chirurgia-ed-odontoiatria-e-protesi-dentaria-veterinaria-architettura-ecc-informativa-sulle-azioni-e-form-di-adesione.

Per partecipare alla riunione sarà sufficiente collegarsi cliccando il seguente link 

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_YmM1NmYwNTYtYWE3NC00YjU2LWEwZGMtYmViY2EzZjE1NmFi%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225ac4bf41-23e5-495e-ad54-13ef0fdfeaf7%22%2c%22Oid%22%3a%22f6fa2031-cb99-416e-aa94-aa729162f886%22%7d 

 

Domenica 25 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 17:00 saremo disponibili per incontri de visu senza alcun vincolo e onere presso lo studioe solo previo appuntamento da concordare telefonicamente al fine di rispettare la normativa anti Covid.

Giovedi 8 ottobre dalle ore 12.30 alle ore 14.30 avrà luogo nuova riunione a mezzo della piattaforma telematica Microsoft Teams relativa ai ricorsi proposti dallo Studio Legale sui test per le facoltà a numero chiuso del presente anno.

La riunione è rivolta a tutti coloro i quali siano interessati alla proposizione del ricorso e verranno analizzate e trattate tutte le sottese questioni nonchè tutte le azioni che patrocineremo per il corrente anno accademico 2020/2021.

Ricordiamo che è già on line l’informativa contenente le istruzioni per effettuare l’adesione ai ricorsi http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/2219-aperte-le-adesioni-ai-ricorsi-collettivi-e-individuali-per-il-numero-chiuso-a-a-2020-2021-medicina-e-chirurgia-ed-odontoiatria-e-protesi-dentaria-veterinaria-architettura-ecc-informativa-sulle-azioni-e-form-di-adesione.

Per partecipare alla riunione sarà sufficiente collegarsi cliccando il seguente link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MTA5YTY2MTYtMWM4MC00YzEyLThkNmUtOWI2ZTZlNTNkMTYy%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225ac4bf41-23e5-495e-ad54-13ef0fdfeaf7%22%2c%22Oid%22%3a%22f6fa2031-cb99-416e-aa94-aa729162f886%22%7d   (in caso di difficoltà copiare e incollare in link direttamente nel browser).

Altresì, venerdì 9 ottobre dalle ore 13.00 alle ore 15.00 si terrà una ulteriore riunione con tema il concorso specializzazioni mediche. In particolare si affronteranno plurime tematiche tra cui le azioni sui posti disponibili ed i nuovi criteri di assegnazione, l’intervenuto rinvio della pubblicazione della graduatoria e le motivazioni sottese e problematiche sottese nonchè ogni vicenda attinente alle specializzazioni, alla medicina generale, alle incompatibilità e a tutti i probabili ed eventuali ricorsi che potranno avanzarsi.

Per partecipare alla riunione sarà sufficiente collegarsi cliccando il seguente link https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_N2FhYWU0NDYtMjM4Zi00NzlhLWE0YzAtNzllYmE3YjJhMTk1%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225ac4bf41-23e5-495e-ad54-13ef0fdfeaf7%22%2c%22Oid%22%3a%22f6fa2031-cb99-416e-aa94-aa729162f886%22%7d (in caso di difficoltà copiare e incollare in link direttamente nel browser).

Sabato 10 ottobre dalle 9.30 alle 19.00 saremo disponibili per incontri de visu senza alcun vincolo e onere presso lo studio, e solo previo appuntamento da concordare telefonicamente al fine di rispettare la normativa anti Covid.

Lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners comunica che in data 8 ottobre 2020 dalle dalle ore 12.30 alle ore 14.30 si terrà la prossima riunione a mezzo della piattaforma telematica Microsoft Teams relativa ai ricorsi proposti dallo Studio Legale sui test per le facoltà a numero chiuso del presente anno.

La riunione è rivolta a tutti coloro i quali siano interessati alla proposizione del ricorso con il patrocinio dello Studio Bonetti&Partners e verranno analizzate e trattate tutte le azioni che patrocineremo per il corrente anno accademico 2020/2021.

Ricordiamo che è già on line l’informativa contenente le istruzioni per effettuare l’adesione ai ricorsi http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/2219-aperte-le-adesioni-ai-ricorsi-collettivi-e-individuali-per-il-numero-chiuso-a-a-2020-2021-medicina-e-chirurgia-ed-odontoiatria-e-protesi-dentaria-veterinaria-architettura-ecc-informativa-sulle-azioni-e-form-di-adesione.

Per partecipare alla riunione sarà sufficiente collegarsi cliccando il seguente link (in caso di difficoltà copiare e incollare in link direttamente nel browser) https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MTA5YTY2MTYtMWM4MC00YzEyLThkNmUtOWI2ZTZlNTNkMTYy%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225ac4bf41-23e5-495e-ad54-13ef0fdfeaf7%22%2c%22Oid%22%3a%22f6fa2031-cb99-416e-aa94-aa729162f886%22%7d

Come sempre chiediamo cortesemente di collegarsi alcuni minuti prima in modo da consentirci di ammettere alla riunione in tempo utile tutti gli interessati.

Per ulteriori chiarimenti e per informazioni potete contattare lo Studio ai recapiti indicati nella sezione “contatti” e mediante l’indirizzo mail dello Studio Legale Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Le nostre precedenti riunioni:

25 settembre 2020 ore 12:00

25 settembre 2020 ore 17:00

2 ottobre 2020 ore 12:00

 

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